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A del coaching

Perché rimando? Le tre “A” del Coaching per ricominciare a fare, ripartendo dall’essere

Ti è mai capitato di sederti alla scrivania, avere la lista delle cose da fare pronta davanti agli occhi, eppure sentire un’immobilità totale e a chiederti “Perché rimando di continuo?”.

La causa non è (necessariamente) da imputare a pigrizia o stanchezza. E la soluzione non è (necessariamente) ostinarti a fare e produrre a tutti i costi.

Quando hai quella sensazione di avere i piedi nel fango, quando più cerchi di sforzarti e “produrre”, più ti senti affondare, è il momento di accettare quell’immobilismo e ascoltarlo.

Il senso d’impotenza non si sconfigge con una produttività forzata, ma ripartendo dall’ascolto di sé e riallineando il tuo “fare” al tuo “essere.

Nel coaching, la risposta non si cerca scavando nel passato, ma lavorando sull’allineamento nel presente. Se il tuo fare (le azioni che compi) è sconnesso dal tuo essere (chi sei e quali sono i tuoi valori) e dal tuo sentire (i segnali che il tuo corpo ti invia), tutto si ferma.

E se la procrastinazione fosse il segnale che ti dice queste tre parti non stanno più remando nella stessa direzione?

 

Da “Perché rimando?” a “Cosa sto cercando di evitare?”

Quando rimandiamo, non stiamo necessariamente evitando il “compito” in sé (scrivere una mail, fare un preventivo, registrare un video); piuttosto ci stiamo preservando da un rischio potenziale.

Come se stessimo facendo una sessione di coaching, ecco alcune domande potenti con cui ti inviterei a riflettere per capire che cosa stai cercando di evitare nello specifico:

  • Un’azione o una scelta che non ti rispecchiano e che non senti tue: stai facendo qualcosa “perché si deve“, ma che va contro i tuoi valori o la tua identità professionale?
  • Un risultato che ti spaventa: “Quali sono le conseguenze che quel successo avrebbe sulla tua vita attuale?”
  • La confusione che ti fa sentire mancanza di direzione e terra sotto i piedi: “Su quale aspetto ti serve chiarezza per sentirti abbastanza al sicuro da procedere e prendere una decisione/compiere un’azione?”

Perché a volte stare ferma è la scelta più saggia che puoi fare: in quei casi ascoltare la confusione e il tuo bisogno di chiarezza e direzione sono un atto dovuto a te stessa e alla tua professione, prima di ripartire!

  

Ricominciare a fare, ripartendo dall’essere: segui queste “3 “”Tre A del Coaching”

Per uscire dall’immobilismo non serve “spingere di più” o forzare la mano.

Se vuoi ripartire, meglio approfittare della stasi e della pausa per ricominciare con il piede giusto.
Per riuscirci, ti suggerisco di cambiare la prospettiva con cui osservi il tuo blocco, iniziando ad ascoltarlo, anziché considerarlo come un ostacolo da abbattere.

Ecco alcuni step da seguire per ascoltarti e riallinearti, se ti sei bloccata nella procrastinazione e vuoi ricominciare sapendo dove andare e, soprattutto, perché andarci. Sono tre passi che corrispondono alle tre “A” del coaching – Accettazione, Ascolto, Allineamento -: non una formula magica, ma una strategia ben precisa per tornare a te, trovare una direzione e diventare il centro stabile da cui far partire ogni nuovo passo

  1. Accetta il blocco e smetti di lottare: chi lavora con me lo sa. Prima di tutto si passa dall’”accettazione” e dalla sospensione del giudizio. Passare la giornata a criticarti non ti restituirà concretezza e slancio. Togliere il piede dal pedale del giudizio (“sono una frana”) e mettere un attimo in folle, tirando il freno a mano: questo è il primo step per riprendere il comando della situazione.

  2. Ascolta i segnali: dove senti il blocco nel corpo? Che forma ha? Che sensazione rimanda? Il tuo corpo ti sta segnalando che in quell’azione c’è qualcosa che per te non funziona: dare attenzione fisica al blocco spesso lo fa sciogliere più di mille ragionamenti. Questo passaggio ti aiuta a chiederti “Che cosa mi vuole dire quel blocco?” anziché “Ma perché mi blocco?”

  3. Allinea l’azione: chiediti: “Qual è l’unica azione che posso fare ora che sia coerente con chi sono e con il mio obiettivo?”. Non deve essere un’azione perfetta, non è deve essere quella giusta. Deve essere la “tua”, quella che senti, quella che funziona per te.

Ascoltarti per ritrovare la rotta

Su quale di queste “A” senti di doverti allenare di più? Qual invece è quella su cui ti senti già una professionista?

Se vuoi confrontarti con me e capire come posso aiutarti ad allenare Accettazione, Ascolto e Allineamento per riprendere in mano la tua vita e il tuo lavoro, compila questo form e parlami di te!
Ti aspetto!


 

Patrizia Arcadi

Sono Patrizia e ti aiuto a ritrovare il potere, la forza e la fiducia per realizzare la tua Visione di Vita, personale e professionale. Lavorando con me potrai: sentirti più sicura di te e delle tue decisioni nella vita privata e nel lavoro, metterti al primo posto senza sentirti in colpa, riconoscere il tuo valore, dire la tua con sicurezza, apprezzarti e star bene con te stessa.

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