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Impara a concederti la stanchezza


In questo periodo dell’anno arriviamo tutte “un po’ lunghe”.

C’è aria di vacanza, eppure alla pausa estiva mancano ancora alcune settimane, gli impegni personali e familiari sono sempre lì, ché quelli in vacanza non ci vanno mai e il clima rovente ci mette il carico da novanta.


La stanchezza che ci fa dire “Non ce la posso fare” sin dal risveglio influisce fortemente sui nostri pensieri, le nostre emozioni e le nostre azioni. Tutto ci appare molto più faticoso, ci sentiamo costantemente sopraffatte e il nostro umore e le nostre relazioni sociali ne risentono, non è solo una questione di “rendimento e produttività”.


Questo è uno dei momenti dell’anno in cui ci lamentiamo maggiormente: di essere stanche, di non reggere la fatica, di non sopportare più il capo o i colleghi, di quanti compiti hanno assegnato ai nostri figli per le vacanze o di quanto lavoro abbiamo ancora da sbrigare prima della pausa estiva.


Anche questo è un limite: quello di non poter fare tutto, sempre bene e sempre al massimo delle nostre forze.


E per quelle di noi che fanno fatica ad accettarli questi benedetti limiti, anche la stanchezza è un lusso che non ci si può concedere.

 

In fondo chi sono io per fermarmi? O anche solo per dire di essere stanca?

 

Meglio andare avanti a testa bassa prima che il giudice interno si risvegli e ci ricordi che il meritato riposto per noi può arrivare solo se abbiamo sudato sette camicie!
Giusto?

 


Solo tu puoi darti il permesso di rallentare

A volte ci spingiamo a dei ritmi insostenibili, a livello fisico e mentale.
In questi casi rallentare – o addirittura fermarsi – è un permesso che solo noi possiamo concederci.
Solo noi infatti possiamo dare legittimità a noi stesse e a questo bisogno.

 

Di seguito trovi un elenco di consigli utili per riuscire a farlo, divisi in due macro aree: suggerimenti per superare gli ostacoli che ci impediscono di darci il permesso di rallentare e spunti per fare pratica nella vita di tutti i giorni.


a) INDIVIDUA E RIMUOVI GLI OSTACOLI:

 

1. Riconosci di avere le pile scariche: il primo passo è ammettere di non farcela. Riconosci i tuoi limiti, entra in confidenza con le tue reali possibilità e con l’idea di non essere invincibile.

 

2. Ammetti le tue paure: spesso non ci concediamo il lusso di essere stanche e di fermarci perché temiamo il giudizio altrui o perché abbiamo paura delle conseguenze.

 

Cosa penseranno di me se dico che non ce la faccio? E se mi fermo e poi non riesco a rialzarmi?
E se fermandomi mi accorgo di essere più stanca di quanto immaginassi?

 

Nella nostra mente ciò che facciamo può avere delle conseguenze catastrofiche o comunque decisamente ben più gravi di quanto lo siano in realtà.

Individuare ciò che temiamo e capire quanto queste paure siano verosimili può aiutarci a ridimensionarle e ad avere una spinta in più per agire.

 

3. Stana le tue convinzioni limitanti: questo è il momento giusto per chiederti quali sono le tue convinzioni sul prendersi una pausa, sul fermarsi quando si è stanchi, sul fatto di non poter dare sempre il massimo.

Butta giù un elenco di tutti i pensieri che ti vengono in mente e poi prova a capire come si sono radicate in te queste convinzioni.

 

4. Passale al setaccio, chiedendoti: Come sei giunta a questa conclusione? Quali prove hai che sia così? È un pensiero tu o l’hai ereditato?
Come sta condizionando la tua vita? Che vantaggio hai a continuare a pensarla così?


5. Infine, trasformale in potenzianti: accanto all’elenco precedente rispondi a tono e formulale in chiave positiva. In sostanza, metti in dubbio i tuoi pensieri!

Se ad esempio hai scritto “Chi si ferma è perduto” potresti riformularlo in “Mi posso fermare e poi riprendere più carica di prima”, oppure “La stanchezza è delle persone deboli” in “Provare stanchezza è umano”.



b) FAI PRATICA QUOTIDIANA:

 

1. Ammetti di avere bisogno di aiuto e chiedilo: condividi con chi ti sta intorno il tuo stato d’animo e, laddove possibile, chiedi che venga contemplato.

In casa puoi provare a chiedere alla tua famiglia di rivedere le mansioni e la riorganizzazione delle attività, puoi rivolgerti ai colleghi con cui ti trovi meglio per avere il loro supporto, puoi chiedere a una mamma della scuola di prendere tuo figlio al posto tuo o ricorrere al cibo surgelato e alla rosticceria anziché cucinare.

Non c’è niente di male a chiedere una mano e il mondo sarà ancora lì quando tornerai a occuparti di ciò che hai delegato.
E magari questa potrebbe essere l’occasione per ridistribuire compiti e risorse durante l’anno in modo da non arrivare a tirare la corda!


2. Concediti di dire qualche no: se questo è uno dei tuoi punti deboli, è probabile che tu non riesca a metterti al primo posto negando la tua disponibilità rispondendo di NO alle richieste che ti arrivano da amici, parenti o colleghi.

Approfitta di questo momento di affaticamento per esercitare il tuo diritto a prenderti cura di te e soddisfare i tuoi bisogni.
Ti sarà più semplice dire di no se ti sentirai “giustificata” dalla stanchezza che stai vivendo.
Mi raccomando però, se riesci a negarti a una cena, non rimanere a casa per fare il cambio dell’armadio o per pulire!


3. Tira il freno a mano e stabilisci delle priorità: seleziona accuratamente gli impegni ed epura la tua agenda da tutto ciò che ti affatica anche solo a leggerlo.


4. Ridimensiona le tue aspettative (e anche quelle degli altri): questa sarebbe una buona pratica da applicare sempre. Ha a che fare con il riconoscere di non poter fare tutto, di non poter essere produttiva al massimo delle tue possibilità in ogni momento dell’anno.
E insieme alle aspettative è bene ridimensionare anche gli obiettivi che ti poni in questo periodo, perché siano più in linea con le tue reali possibilità e risorse.


5. “Stai nella stanchezza”: una delle lezioni più importanti che ho appreso dalla mindfulness è l’importanza di “stare nelle cose” e con le emozioni che si provano.

Sicuramente, potendo scegliere, nessuna di noi opterebbe per la stanchezza, tuttavia è bene imparare ad accettare e a convivere con ciò che proviamo, capire cosa sentiamo nel corpo quando viviamo una certa esperienza e approfittarne per ascoltarci e conoscerci meglio.
Prima di cercare rimedi per combatterla per poter tornare a essere al 100%, proviamo a esercitare un po’ di curiosità verso ciò che proviamo.

Qual è il nostro stato d’animo quando siamo stanche?
Quali sono i nostri pensieri e i nostri atteggiamenti quando ci sentiamo così spossate?
Come ce ne accorgiamo?

Mettersi in ascolto del proprio vissuto interiore può aiutarci anche a cogliere i campanelli di allarme e i segnali che ci dicono che stiamo arrivando alla frutta e dobbiamo fermarci.


6. Pratica l’evitamento: evita le persone (e le situazioni) che ti rubano energia, i vampiri della tua positività, quelle che quando le vedi, poi ti serve una settimana per riprenderti. So che non è sempre possibile, ma quando lo è, fallo, in questo momento più che mai!


7. Stai un po’ da sola con te stessa: se ti è possibile, passa del tempo da sola con te stessa, se possibile addirittura fuori per un paio di giorni. Staccare dalla routine di aiuterà a ridimensionare le difficoltà che avrai lasciato a casa e tornerai rigenerata e più disposta ad affrontarle e più capace di vedere soluzioni alternative.
Quando la stanchezza è mentale, l’atteggiamento verso il problema fa davvero molta differenza!


8. Coccolati e prenditi cura di te: metti a tacere il giudice interiore che ti dice che se non arrivi distrutta alle vacanze, allora non te le sarai meritate. Tutte noi meritiamo di riposare e di godere del nostro tempo libero, per questo è necessario dispensarci dosi quotidiane (o comunque frequenti) di coccole per ricaricare le batterie. Vale anche farsi coccolare da chi ci sta intorno!


9. Coltiva le tue passioni: dedicarti a ciò che ti piace ti aiuterà a fare il pieno di energie in maniera piuttosto rapida e piacevole.
Non solo, ti permetterà di allontanare la mente dai pensieri che ti affaticano e di tornare a occupartene con il cervello più ossigenato!


10. Considera le alternative e… mettile in pratica: fai una lista degli “stop” che ti vorresti concedere. Prendi spunto da questo elenco per prenderti almeno una pausa settimanale in base alle tue possibilità.


11. Sii comprensiva con te stessa: pratica un po’ di autocompassione dicendoti che vai bene lo stesso anche se sei stanca, che meriti di riposare e di fermarti e che non c’è nulla di male ad avere dei limiti.
Sii gentile con te stessa quando ti accorgi di non farcela, evitando frasi giudicanti e sprezzanti nei tuoi riguardi.

L’eccesso di auto critica può solo indebolirti, volerti bene, essere comprensiva e sensibile nei tuoi riguardi invece può aiutarti a mettere a tacere il tuo giudice interiore e a prenderti gli spazi che meriti.



Cosa pensi di questi suggerimenti?
Anche tu ti senti stanca ma non ti concedi di ammetterlo?



Se vuoi riuscire a darti il permesso di rallentare, fermarti e di prenderti cura di te, scrivimi a patrizia@patriziarcadi.it

Sarò felice di spiegarti come potremo farlo insieme grazie al percorso di coaching “Accogli chi sei”!

 

A presto!

Patrizia

 

Ph Lacie Slezak su Unsplash

 

 

Patrizia Arcadi

Sono Patrizia Arcadi, La Coach Imperfetta: ti aiuto ad accettare e accogliere l’imperfezione, riscoprendo il coraggio di essere te stessa. Lavorando con me potrai: sentirti più sicura di te e delle tue decisioni nella vita privata e nel lavoro, metterti al primo posto senza sentirti in colpa, riconoscere il tuo valore, dire la tua con sicurezza, apprezzarti e star bene con te stessa.

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