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Patrizia Arcadi - La Coach Imperfetta - Bisogni e accettazione

E TU, CONOSCI I TUOI BISOGNI? – Parte I

Se contassimo tutte le volte in cui pronunciamo la parola “bisogno” durante la giornata, probabilmente arriveremmo a un numero elevatissimo.
“Ho bisogno di un paio di scarpe nuove” oppure “Ho bisogno di arrivare in orario in ufficio” sono solo alcuni esempi e chissà quanti altri ancora potremmo trovarne sforzandoci un po’.

 

Se invece volessimo elencare tutte le volte in cui utilizziamo questo termine consapevolmente, credo che il conteggio sarebbe molto più basso.

 

Siamo abituate ad agire con il pilota automatico innescato, rispondendo in modalità “reattiva” agli stimoli esterni e questo ci impedisce di vivere in connessione con noi stesse e con ciò di cui abbiamo autenticamente e profondamente bisogno.



Facciamo una prova

Se ti chiedessi di elencare in questo momento (sì, proprio questo in cui stai leggendo) almeno cinque bisogni che ritieni fondamentali per te, a cosa penseresti? Non barare, non vale rispondere dormire, mangiare o bere!

Come? Non te ne vengono in mente altri?  Tranquilla, sei in buona in compagnia e questo post fa per te!

 

Voglio svelarti un segreto: i nostri bisogni non riguardano solo le nostre funzioni vitali e fisiologiche, sono molti di più e molto più profondi, proprio perché coinvolgono anche il nostro benessere emotivo.

 

Il bisogno è ciò a cui tendiamo quando avvertiamo la mancanza di qualcosa e, in linea generale, questo “vuoto” risponde a esigenze diverse, che appunto possono essere:

  • fisiologiche (come mangiare o dormire)
  • psicologiche ed emotive (per esempio amore o cura)
  • culturali e sociali (come carriera o successo).


I bisogni quindi ci muovono spontaneamente verso una condizione di appagamento e di soddisfazione e perché questo avvenga dobbiamo sentirci libere di esprimerli e di agire in connessione con essi.

 

Conoscere i nostri bisogni è fondamentale per vivere una vita piena e soddisfacente in armonia con noi stesse.

 

 

Si fa presto a dire bisogni

Per conoscere i nostri bisogni dobbiamo innanzitutto saper distinguere quelli che lo sono autenticamente perché ci parlano di noi, dei nostri valori e ci guidano nelle nostre scelte, da quelli che sono invece i condizionamenti esterni di cui ci convinciamo di avere necessità.


Un esempio? Io per anni sono stata certa di avere bisogno del posto fisso per sentirmi al sicuro e realizzata e, solo dopo molto tempo, ho capito che questo era frutto di una credenza acquisita e non un mio reale bisogno.


Da questo punto di vista, i bisogni che appartengono a una categoria più “sociale” sono quelli che ci traggono maggiormente in inganno poichè sono spesso legati all’apprezzamento da parte degli altri, all’approvazione e al riconoscimento e di frequente li incameriamo come nostre priorità, anche se non lo sono realmente.


Ma se la motivazione che ci spinge a muoverci deriva da un’influenza esterna difficilmente potremo raggiungere quel livello di autorealizzazione che potrà nutrire la nostra autostima e farci sentire in armonia con noi stesse, proprio perchè le nostre azioni non risponderanno a un bisogno autentico, ma al desiderio di sentirci accettate e apprezzate da chi ci sta intorno.

 

Inoltre, per prendere coscienza dei nostri bisogni è importante riuscire a non identificarli con le nostre abitudini che spesso hanno più a che fare con le routine e i nostri comportamenti, che con le nostre necessità reali.

Un altro esempio? Alzi la mano chi al mattino preparandosi un caffè non ha mai detto: “Ho bisogno di un caffè altrimenti non mi sveglio!”.
Ti riconosci?

 


Come fare quindi a individuare i nostri reali bisogni?

Ritengo che ci siano (almeno) tre metodi efficaci che puoi adottare per riconoscere i tuoi bisogni:

 

1. Parti da una lista: prendi come riferimento una lista di bisogni* e scorrili uno a uno per individuare quelli in cui ti riconosci.
Ti suggerisco di leggere le varie categorie in cui sono suddivisi e di passare al setaccio attentamente i nomi dei bisogni presenti chiedendoti: come mi sento a leggerlo? Cosa provo? Mi appartiene, lo sento mio?
Se la risposta è , allora sei sulla buona strada!!

 

Per aiutarti a rispondere a queste domande puoi provare capire come ti sentiresti se questo bisogno fosse o non fosse soddisfatto: queste emozioni possono essere la misura di quanto quel bisogno sia importante per te in quel momento.


*In fondo al post ti lascio un elenco che potrà darti uno spunto utile per partire!

 

2. Connettiti con ciò che ti manca: durante la giornata segna su un quaderno tutto ciò che ti muove a colmare un “vuoto” che avverti.


Alla fine della giornata avrai la tua personale lista di bisogni che ti spingono ad agire per sentirti appagata. Una volta terminato questo passaggio, ti consiglio di applicare anche a questo elenco il primo metodo per capire quali sono quelli che hai percepito davvero tuoi nel profondo e quali invece hai sentito essere influenzati dall’esterno e non propriamente autentici.

 

Ti invito ad andare a fondo alle parole che individui: prova a lavorare su livelli più profondi chiedendoti se quel bisogno sottende a qualcos’altro.
Ad esempio potresti scoprire che “gioco” può far riferimento ad altri bisogni come “celebrazione” o “condivisione”.


3.
Occhio alle emozioni: i bisogni ci parlano attraverso le emozioni, quindi ascoltarle e accoglierle è un ottimo modo per entrare in connessione con essi.

“Mappare” le tue emozioni durante la giornata e comprendere quale sia il bisogno soddisfatto o non soddisfatto ad esse collegato è un metodo molto efficace non solo per capire cosa provi e perchè, ma anche per imparare il linguaggio nei tuoi bisogni e riuscire a comunicare con e per loro!



Ti va di provare uno di questi metodi (o anche tutti!) e farmi sapere com’è andata nei commenti?

Se invece sei in difficoltà e vuoi una mano per imparare a metterti in ascolto dei tuoi bisogni, prenota la tua sessione conoscitiva gratuita scrivendomi a patrizia@patriziarcadi.it e scopri come farlo insieme a me!

 

Alla prossima!

[E non è finita qui…
Nel post di settimana prossima ti darò un altro suggerimento per metterti in ascolto dei tuoi bisogni, riconoscerli più consapevolmente e imparare ad accoglierli.  Non solo, ti  svelerò i vantaggi di vivere in connessione con i tuoi bisogni più autentici!]

 


*Questa è una lista liberamente tratta dall’Inventario dei bisogni di M. Rosenberg che puoi usare come base di partenza:


Autonomia

libertà di determinare i propri sogni, obiettivi, valori, indipendenza, mollare la presa, scoperta, spazio e tempo per sé, spontaneità […]


Integrità e autorealizzazione

autostima ,autenticità, ,conoscenza di sé, consapevolezza di sé e del proprio valore, integrità, equilibrio, fiducia in se stessi, rispetto di sé, dei propri valori e dei propri ritmi, creatività […]


Interdipendenza e relazione

considerazione, accettazione, aiuto, supporto, cooperazione, stima, calore umano, amicizia, ascolto, amore, trasparenza, chiarezza, onestà […]


Benessere

Sussistenza, nutrimento, bisogni fisiologici, aria, acqua, cibo, crescita, riposo, comodità, ozio, tempo liberò, movimento, protezione, salute, sicurezza, riparo […]


Gioco

divertimento, distrazione, equilibrio, fantasia, gioia, speranza, scherzare, umorismo, leggerezza, ridere […]


Connessione

contribuire, dare senso e significato alla vita, coerenza, conoscenza, ispirazione, orientamento, scopo, sviluppo, spiritualità, armonia, ordine, pace, saggezza, serenità, silenzio, semplicità, bellezza […]


Celebrazione

della vita, dei sogni, degli obiettivi, delle sconfitte, delle perdite, gratitudine, condivisione […]

 

Ph Bryan Minear su Unsplash

 

 

 

 

Patrizia Arcadi

Sono Patrizia Arcadi, La Coach Imperfetta: ti aiuto ad accettare e accogliere l’imperfezione, riscoprendo il coraggio di essere te stessa. Lavorando con me potrai: sentirti più sicura di te e delle tue decisioni nella vita privata e nel lavoro, metterti al primo posto senza sentirti in colpa, riconoscere il tuo valore, dire la tua con sicurezza, apprezzarti e star bene con te stessa.

2 Comments
  • Ciao Patrizia, il forte desiderio di maternità può essere considerato un bisogno? Secondo la tua esperienza di coach, può questo diventare unico monopolizzando tutta la vita di una persona e portandola a non riconoscere altri bisogni? Grazie per la tua risposta!

    Aprile 15, 2019at11:07 pm

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