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Quanto stai rimuginando?


“Patrizia, il mio problema è che penso troppo!”
Se avessi un euro per ogni volta che mi sono sentita dire questa frase, probabilmente sarei a posto per la vita!

Rimuginare continuamente su quanto accaduto o su quanto deve accadere senza mai trovare la quadra può essere davvero sfiancante, perchè ci priva di energie mentre ci struggiamo a pensare girando a vuoto, rivivendo quanto è successo o proiettandoci dei veri e propri film su come potrebbe (o su come sarebbe potuta) andare .

Nulla di male nell’essere riflessive e nel voler andare a fondo alle cose, per carità, tuttavia credo che ci possano essere modi molto più costruttivi e produttivi per impiegare il nostro tempo che non prevedano scandagliare le infinite possibilità instancabilmente, valutare continuamente i pro e i contro, vivere di “se” e di “ma“, peraltro senza mai giungere a una conclusione.



Stai rimuginando?

Come fare ad accorgerci che ci stiamo perdendo in rimuginamenti e non in ragionamenti costruttivi?
Ecco qualche segnale:


1. Tanti pensieri, nessuna conclusione

Tendenzialmente, quando sprechiamo le nostre energie a rimuginare non siamo davvero alla ricerca di una risposta o di una soluzione e per questo difficilmente giungiamo a una qualche conclusione soddisfacente per noi.

Rimuginare, infatti, non risponde a una esigenza di sapere o di chiarirsi le idee rispetto a un fatto, piuttosto potrebbe essere la risposta a un desiderio di controllare la situazione.
Proprio così: faticare ad accettare le cose per come sono, a lasciar andare, ci porta a opporre resistenza e a cercare di rivivere nel pensiero la situazione, con la convinzione che se avessimo agito diversamente, le cose sarebbero state migliori.

Un po’ come se noi avessimo il potere di cambiare fatti già avvenuti o di determinare il comportamento altrui, come se potessimo controllare tutto, appunto.


2. Nè avanti, nè indietro

Il rimuginamento comporta una situazione stagnante: ci fossilizziamo su un fatto, su una parola detta o non detta, su uno sguardo che non ci ha convinto, su una sensazione specifica.
E questa è una condizione che ci blocca, non ci consente di andare avanti (indietro non si può), nè di concentrarci su come migliorare la situazione, dato che ci accaniamo a chiederci il perchè e il per come le cose siano andate in un certo modo o a prefigurarci come vorremmo che andassero, anzichè vivere il momento e imparare in maniera costruttiva dalle esperienze.

Non solo: qualsiasi soluzione trovata non andrà bene, perchè la nostra mente comincerà immediatamente a valutare altre opzioni potenzialmente migliori, attivando un loop potenzialmente infinito.


3. Emozioni spiacevoli

Il rimuginamento continuo spesso è alla base di emozioni spiacevoli: le parole che ripetiamo e la storia che ci raccontiamo (quella passata che riviviamo incessantemente o quella futura che occupa la nostra immaginazione) non potranno mai essere corrispondenti alla realtà dei fatti e questo ad esempio potrebbe determinare frustrazione e insoddisfazione.

Così come continuare a ripetersi frasi come “Ecco, avrei dovuto agire diversamente!” o “Come si è permesso di parlarmi così?” passando al setaccio una situazione in cui pensiamo di aver subito un torto o di esserci sbagliate di grosso, non può far altro che farci accanire ancora di più, rinnovando quell’emozione spiacevole e faticosa già provata in quella situazione.


4. Non è mai abbastanza

Rimuginare significa non darsi tregua: un risultato non è mai abbastanza buono, una soluzione non è mai abbastanza adatta, c’è sempre qualcosa di più e di meglio che potremmo fare o che avremmo potuto dire per evitare la situazione, per risolverla, perchè le cose vadano in maniera diversa.


5. Perfezionismo

Parente stretto del punto precedente, il perfezionismo è una gabbia che ci costruiamo e che, a differenza di quanto crediamo, non ci fa nè crescere, nè migliorare, ma ci blocca nel senso di insoddisfazione costante e anche all’inattività.
Perchè per raggiungere lo standard ideale di perfezione rimarremo bloccate nel pensare e ripensare qualcosa prima di farla, vedere e rivedere un progetto prima di presentarlo.


6. Confusione

Pensare e ripensare a risvolti, possibili significati nascosti, non darsi mai tregua ci porta a sentirci confuse e spesso a non capire più chi siamo e cosa è meglio per noi. Questo ci porta a mettere in dubbio qualsiasi cosa, anche i nostri stessi pensieri, e rischia di minare la fiducia in noi stesse e nelle nostre capacità di scelta.


7. Tutto ti sembra in salita e arrivi stremata a fine giornata

Pensare troppo costa fatica e, di conseguenza, qualsiasi cosa ci sembra faticosissima e insormontabile.
Rimuginare ci porta a fare costanemente pensieri ripetitivi e difficilmente positivi (sia che si tratti di una recriminazione su un fatto avvenuto, sia che si tratti di preoccupazione rispetto a qualcosa che deve ancora accadere) e questo è sfiancante, perchè ci priva non solo delle forze mentali e fisiche per affrontare al meglio la giornata, ma anche perchè può intaccare la fiducia e la speranza che il bicchiere possa essere mezzo pieno e, in generale, di potercela fare.


8. Perdi di vista l’essenziale

Hai presente quando ti perdi in un ruminamento di pensieri fatto di ipotesi, conclusioni, controconclusioni, domande, da non ricordare nemmeno più da dove fossi partita? Questo succede perchè rimuginare a volte può allontanarci dall’essenziale e farci perdere di vista la questione principale.


9. Preoccupazione costante

Rimuginare ci dà l’illusione di poter in qualche modo prevedere il futuro, di avere un’influenza su ciò che accadrà.
Un po’ come se, attraverso il nostro pensiero fisso e la nostra preoccupazione costante, potessimo determinare la realtà e non farci cogliere impreparate da eventuali imprevisti, errori o situazioni spiacevoli.
Come se, preoccupandoci costantemente, potessimo scongiurare il verificarsi di qualcosa in cui non vorremmo incappare.


Cosa ne pensi? Ti riconosci in qualcuno di questi meccanismi automatici?
Cadi anche tu spesso preda dei rimuginamenti?
Fammelo sapere nei commenti o scrivendomi a patrizia@patriziarcadi.it

Ci risentiamo la prossima settimana con alcuni suggerimenti utili per spezzare il meccanismo automatico del rimuginamento!
 

A presto!
Patrizia

Ph Kristijan Arsov/Unsplash

Patrizia Arcadi

Sono Patrizia Arcadi, La Coach Imperfetta: ti aiuto ad accettare e accogliere l’imperfezione, riscoprendo il coraggio di essere te stessa. Lavorando con me potrai: sentirti più sicura di te e delle tue decisioni nella vita privata e nel lavoro, metterti al primo posto senza sentirti in colpa, riconoscere il tuo valore, dire la tua con sicurezza, apprezzarti e star bene con te stessa.

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