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Patrizia Arcadi - La Coach Imperfetta - Accettazione Post Blog

7 modi per allenare l’accettazione

Ti sei mai chiesta cosa sia l’accettazione e che impatto può avere sulla qualità della tua vita?
Ti sei mai fermata a pensare che praticarla potrebbe essere un buon modo per star meglio con te stessa?

Se durante la giornata ti capita di accanirti su ciò che accade, di rimuginare, di giudicare tutto e tutti e di sentirti infastidita come se avessi  sempre una spina nel fianco, forse è arrivato il momento di fermarti e rifletterci su!

Se ci pensi, imparare ad accettare è un po’ come imparare a convivere: si tratta di fare i conti con qualcuno di cui non possiamo cambiare comportamenti e caratteristiche, di stare nel qui e nell’ora guardando in faccia le differenze dell’altro, imparare ad apprezzarlo per quello che è, integrando nella nostra vita le difficoltà e intervenendo laddove sia necessario e soprattutto possibile.


L’idea della convivenza non fa al caso tuo?
Allora proviamo così: immagina di vivere le tue giornate all’insegna della leggerezza, di riuscire a prendere un bel respiro prima di reagire e di resistere a qualcosa che proprio non ti va giù, di vedere  il risvolto costruttivo delle situazioni che vivi, di non lasciarti abbattere se qualcuno o qualcosa non è come vorresti, ma di riuscire a rimboccarti le maniche per affrontarlo.
E ancora: immagina di poterti concentrare finalmente su ciò che conta davvero e di apprezzare ciò che hai e non solo ciò che non hai.

Così va meglio? Bene! Allora prosegui con la lettura dell’articolo: sono certa che lo troverai molto utile!


Accettarsi non è rassegnarsi

Uno dei temi principali del percorso di coaching che propongo è proprio quello dell’accettazione, intesa come atto di accoglienza non solo degli eventi della vita, ma soprattutto di se stesse.
Accettare se stesse ha a che vedere con il coraggio e la responsabilità, perché rivela l’importanza di guardarsi per ciò che si è davvero e mettersi in discussione.
Nell’accettazione, infatti, è insita la responsabilità della scelta: cosa voglio farmene della realtà che ho davanti? 


Il punto di svolta sta tutto qui: smettere di subire e iniziare a vivere da protagoniste la nostra vita.

Non solo: accettarsi significa essere le prime tifose di noi stesse, capire cosa è meglio per noi, ascoltarci, riconoscere il nostro valore.
Accettare comporta quindi una buona dose di consapevolezza e di conoscenza di sé.

Diverso è invece rassegnarsi, che implica mancanza di reazione, rinuncia, anche quando ciò che abbiamo di fronte va contro il nostro volere.
La rassegnazione ha in sé l’atteggiamento di chi getta la spugna con passività, di chi si accontenta e questo non ha nulla a che fare con la predisposizione a vivere da protagonista la propria esistenza.


Rassegnarsi è un po’ come lasciarSI andare, accettarsi è invece lasciar andare: la differenza fra i due concetti sta tutta in una sillaba.

Se è vero che accettarsi è importante, perchè è così difficile?

Alla base della nostra difficoltà ad accettarci c’è spesso la paura di essere rifiutate.

Siamo convinte che mostrando la nostra vera natura gli altri non ci capiranno, nè ci vorranno: il nostro bisogno di appartenenza ci porta così a compiacere chi abbiamo intorno per paura di non essere all’altezza delle aspettative.
Rifiutare i nostri difetti, considerare imperdonabili le nostre imperfezioni tanto da non accettarle e nasconderle è la strategia che mettiamo in atto per assicurarci di essere apprezzate.

Ricentrarci, riconnetterci con il nostro valore e riacquisire sicurezza in noi stesse: ecco la chiave per vivere più serenamente le nostre imperfezioni e per imparare ad accettare chi siamo.


Come allenare l’accettazione di sè nel quotidiano

Ecco i miei suggerimenti per fare un po’ di pratica nella vita di tutti i giorni.


1. Guardati per davvero.
Guardati come se fosse la prima volta e
prendi atto di ciò che non riesci ad accettare.


Prova così:
individua di cosa si tratta, attribuiscigli un nome, dillo ad alta voce, dichiarane lesistenza. Potresti scoprire che già così fa un po’ meno paura.

Le domande da farti:
riesco a circoscrivere e individuare con precisione cosa non accetto? Sono miei difetti? Sono miei limiti? Sono situazioni che vivo e che non mi vanno giù? Sono emozioni che sento scomode?


2. Ridimensiona.
Spesso ciò che non accettiamo di noi stesse diventa motivo per generalizzare, per convincerci che siamo inadeguate su tutta la linea. Così il giudizio che impartiamo a una nostra caratteristica, a un’azione o a un’emozione ci spinge a mettere in dubbio il nostro valore come persone, alimentando così le convinzioni che ci condizionano e ci bloccano.


Prova così:
metti in discussione i tuoi pensieri e vedrai che con le domande giuste arriveranno anche le risposte.

Le domande da farti:
è davvero così grave o sto sovradimensionando? Riesco a percepire il mio valore indipendentemente da ciò che non riesco ad accettare di me?


3. Cambia punto di vista.
Concentrarti solo su ciò che non funziona non farà altro che predisporti a percepire solo ciò che conferma la visione negativa di te stessa. Hai presente quella sensazione per cui “Ce le hai sempre tutte tu” o “Non ne fai mai una giusta”?  Ecco, quella roba lì!


Prova così:
riprogramma la tua mente e allenati a vedere il meglio, focalizzati sui tuoi punti di forza, su ciò che ti rende unica.

Le domande da farti:
quali sono le caratteristiche che mi contraddistinguono?
Quali sono quelle che mi rendono unica e speciale? Come posso scegliere di reinterpretare in positivo le cose di me che non riesco ad accettare?


4. Molla le resistenze.
Opporre resistenza significa voler controllare ciò su cui non abbiamo alcun potere, voler cambiare ciò che non può essere cambiato. L’esatto contrario di accettare.


Prova così
: l’accanimento è una forma di attaccamento. Rifletterci su e capire a cosa ti stai aggrappando, cosa non riesci a lasciare andare è un gesto importante per portare un po’ di leggerezza nella tua vita.

Le domande da farti:
a cosa sto opponendo resistenza?
Le cose che non riesco ad accettare cosa dicono di me? Cosa succederebbe se mollassi la presa?


5. Intervieni.
Se è necessario e nelle tue possibilità, cambia. Scegli se e come aggiustare il tiro, stabilisci un obiettivo, ma prima chiediti se lo vuoi davvero, qual è la tua motivazione, se lo fai per te stessa o per gli altri.


Prova così:
agisci solo su ciò che è davvero importante per te, chiediti quale miglioramento potrà portare il cambiamento nella tua vita (che si tratti di un aspetto del tuo corpo o del modo di relazionarti agli altri, di un atteggiamento o di come gestisci le emozioni).

La domanda da farti:
per chi lo sto facendo, per me o per gli altri? (Spoiler: se la risposta a queste domande è “per me“, spesso è quella giusta!).


6. Facci pace.
Ne vale davvero la pena o puoi sotterrare l’ascia di guerra? Non fraintendermi, non ti sto suggerendo di rassegnarti, tutt’altro! Ti sto invitando a scegliere cosa cambiare e cosa invece può andare bene anche così, perché in fondo puoi concentrare le tue energie su ciò che conta di più, perché è inutile (e a volte anche dannoso) continuare a rimuginarci su.


Prova così:
impara a “stare con quello che c’è” e a contemplare che fa parte della tua vita. Questo è il primo passo per accettarlo e per progredire.
(Se hai sempre avuto la tendenza a controllare e a intervenire, questo punto ti sembrerà difficile, ma ti assicuro che con un po’ di costanza e allenamento diventerà sempre più semplice!).

Le domande da farti:
come scelgo di andare avanti e di integrarlo nella mia vita? Cosa posso fare per non farmi condizionare e vivere bene anche così?


7. Prova amore per te stessa.
Si chiama self compassion e se ci insegnassero a praticarla già da bambine sarebbe tutto più semplice.


Prova così:
parla a te stessa come se ti stessi rivolgendo alla persona che ami di più al mondo. Usa parole di comprensione, sospendi il giudizio, concentrati sui tuoi successi, celebrati e trova tutti i giorni qualcosa per cui essere grata, soprattutto a te stessa.

Le domande da farti:
quando parlo di me o quando penso a me, che parole e che tono uso per descrivermi? Quali sono le parole gentili che posso rivolgermi? Come scelgo di volermi bene oggi?

Metti in pratica anche tu questi suggerimenti e poi vieni a raccontarmi nei commenti com’è andata!
E se ti è piaciuto questo post, ricordati di condividerlo con le donne che conosci e che possono trovarlo utile!

Alla prossima!

 

Patrizia Arcadi

Sono Patrizia Arcadi, La Coach Imperfetta: ti aiuto ad accettare e accogliere l’imperfezione, riscoprendo il coraggio di essere te stessa. Lavorando con me potrai: sentirti più sicura di te e delle tue decisioni nella vita privata e nel lavoro, metterti al primo posto senza sentirti in colpa, riconoscere il tuo valore, dire la tua con sicurezza, apprezzarti e star bene con te stessa.

2 Comments
  • Tanti interessantissimi spunti di riflessione! Io mi alleneró con il punto 4, di cui penso di essere maestra ma in realtà sono ancora alle elementari! Grazie, Patrizia, bellissimo post!

    Aprile 1, 2019at9:09 pm

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