fbpx
53611
post-template-default,single,single-post,postid-53611,single-format-standard,eltd-core-1.2.1,borderland-child-child-theme-ver-1.0.0,borderland-theme-ver-2.5,ajax_fade,page_not_loaded,smooth_scroll,transparent_content,vertical_menu_enabled, vertical_menu_left, vertical_menu_width_290, vertical_menu_transparency vertical_menu_transparency_on,wpb-js-composer js-comp-ver-6.9.0,vc_responsive

5 passi per capire chi sei davvero

(E lasciar andare chi credi di dover essere per andare bene)

Costringerci a essere chi crediamo di dover essere è una delle fatiche più grandi a cui potremmo sottoporci.
Quando ci sentiamo insicure, quando non ci sentiamo all’altezza delle situazioni e i nostri bisogni di approvazione, riconoscimento, stima e appartenenza si fanno sentire, finiamo spesso per credere che aderire a un modello imposto (la “brava mamma”, “la professionista sempre sul pezzo”, la “donna accondiscendente”, ecc) potrà assicurarci di andare bene a chi ci sta intorno.

E’ così che rischiamo di cadere nel perfezionismo, illudendoci che se ci comporteremo come crediamo vogliano gli altri, se appariremo perfette, saremo amate e accettate.


In questi casi, meno ci accettiamo e tolleriamo la nostra natura e le nostre imperfezioni, più cercheremo accettazione e approvazione da parte degli altri.
Per questo è importante imparare ad accoglierci, imperfezioni e difetti inclusi, non solo per assicurarci di fare delle scelte dettate da ciò che davvero è importante per noi, ma anche per smettere di giudicarci, di rincorrere ideali di perfezione inesistenti e vivere in pace con noi stesse.


Essere consapevoli di chi e come siamo può aiutarci a non cadere nelle trappole del perfezionismo e a scardinare quei pensieri di “dovere” a cui cerchiamo di aderire, costringendoci alla perfezione a tutti i costi.


Ma io “chi sono”?

Nell’articolo articolo “Quello che devi sapere sul coraggio di essere te stessa” , ti invitavo a chiederti cosa significasse per te l’espressione “Essere se stesse” e soprattutto perchè spesso si parla di coraggio  in associazione a questo concetto.

Oggi ti chiedo: tu sai chi sei veramente?
Tranquilla, non voglio trascinarti in discorsi filosofici sulla ricerca di sè, desidero piuttosto invitarti a fare una riflessione che ti permetta di compiere azioni più consapevoli e trovare il modo per vivere coerentemente con chi sei davvero e la tua vera natura, anzichè nasconderti.


Sapere chi siamo davvero ci permette di ottenere risultati migliori, di essere più efficaci nelle nostre scelte, più produttive.

Conoscersi, infatti, vuol dire essere consapevoli delle proprie capacità e potenzialità, di avere degli obiettivi, di poterli realizzare e di sapere come farlo, prendendo le decisioni giuste per noi e per nessun altro.
In poche parole, di sapere a cosa dire sì e a cosa invece dire no, senza rimorsi, nè rimpianti.

Quindi, se vuoi raggiungere i traguardi che ti sei prefissata (o meglio ancora, prima ancora di stabilire i tuoi obiettivi), vai alla scoperta di chi sei davvero.

Solo così potrai essere certa di riuscire a valorizzare la tua natura, prendere le decisioni giuste per te e a seguire la strada che solo tu puoi percorrere, perchè è quella che funziona per te.



Come faccio a sapere chi sono?

A mio parere, sapere chi si è davvero è un processo in evoluzione, fatto di continue scoperte e consapevolezze, in un ciclo di domande e risposte.
Oggi voglio lasciarti cinque spunti che possono accompagnarti in quesot progesso di continua scoperta di te:


1.
Ascoltarsi e osservarsi,
per conoscere i propri valori, bisogni, emozioni e le proprie reazioni.
Essere consapevoli dei pensieri che ci ripetiamo più di frequente, che ci condizionano e che ci hanno condizionato in passato

Conoscere la nostra storia, cosa ci rende felici e cosa no, cosa tolleriamo e cosa non sopportiamo (nella vita, nel lavoro, nelle relazioni ecc.), quali sono i nostri desideri, i nostri obiettivi, i nostri punti deboli e forti.
Le nostre potenzialità e le nostre risorse, qual è la nostra motivazione e cosa alimenta la nostra forza di volontà.


2. Accettare come siamo,
vederci per ciò che siamo realmente e accettare noi stesse e la nostra natura.
Questo genera i presupposti per una vita basata sul rispetto e l’amore per noi stesse
.
Accettare noi stesse è un atto di coraggio e responsabilità, perché rivela l’importanza di guardarsi per ciò che si è davvero e mettersi in discussione.

Chiedendosi: cosa voglio farmene della realtà che ho davanti?
Senza condizionamenti esterni o desideri di soddisfare aspettative altrui, bensì agendo solo su ciò che davvero conta per noi e per la nostra vita.


3. Riconoscere e sciogliere i blocchi che ci impediscono di essere chi siamo davvero e di fare le scelte che vanno bene per noi. Spesso si tratta di timori, di pregiudizi, di convinzioni che ci condizionano.

Per individuarli dobbiamo imparare a dialogare con noi stesse e chiederci:
“In base a cosa o a chi sto compiendo le mie scelte? Da chi o cosa mi sto facendo condizionare? Se non avessi questo limite, quali scelte farei?”.


4. Agire intenzionalmente che significa chiedersi ogni volta “Sto agendo allineata con i miei valori? Sto passando il mio tempo a fare ciò che mi nutre, che conta per me, che mi aiuta ad avanzare verso la persona che voglio essere o verso i miei obiettivi?”.


5. Fare la prova del 9:
le emozioni sono la cartina al tornasole di come stiamo vivendo la nostra vita. 
Per capire se stiamo agendo in connessione con chi siamo davvero
, è bene abituarci a chiederci come ci sentiamo rispetto alle scelte che compiamo, di quali bisogni soddisfatti o insoddisfatti ci parlano queste emozioni.
Se proviamo un senso di coerenza e di allineamento con tutto ciò che abbiamo capito di noi riflettendo sui punti precedenti.

Se la risposta sarà “sì”, allora evviva! Vorrà dire che staremo vivendo coerentemente con chi siamo e la scelta successiva sarà capire come mantenere questo atteggiamento!

Se sarà “no” o anche solo “così, così”, varrà la pena ritornare sui punti precedenti e capire dove ci siamo incagliate.
Non ci siamo ascoltate abbastanza?
Oppure ci sentiamo frenate dai blocchi del punto 3?
Abbiamo capito chi siamo ma non ci piace e non riusciamo ad accettarlo?

Il processo non si conclude, perchè è ciclico e si rinnova continuamente, anche perchè non siamo fatte di marmo ed è molto probabile che il nostro modo di essere per certi versi muterà.
Ma se avremo fatto nostri tutti i passaggi del percorso, saremo in grado di affrontare cambiamenti e scelte in maniera consapevole e decisa.
Puoi starne certa!

 

Se anche tu desideri farti le domande giuste per trovare le tue risposte e scoprire chi sei, parti da qui e prenditi il tuo tempo per capire come ti imponi di essere. Con questa scheda di autocoaching puoi scoprire i pensieri di dovere che ti spingono verso la perfezione e trovare finalmente il tuo modo autentico di essere!

 

Grazie, a presto!
Patrizia

Ph Camille Brodard su Unsplash

Patrizia Arcadi

Sono Patrizia Arcadi, La Coach Imperfetta: ti aiuto ad accettare e accogliere l’imperfezione, riscoprendo il coraggio di essere te stessa. Lavorando con me potrai: sentirti più sicura di te e delle tue decisioni nella vita privata e nel lavoro, metterti al primo posto senza sentirti in colpa, riconoscere il tuo valore, dire la tua con sicurezza, apprezzarti e star bene con te stessa.

No Comments

Post a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.