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Sette cose che sacrifichi per via del perfezionismo

Per molto tempo sono stata fiera del mio perfezionismo: mi vantavo di passare ore a rendere impeccabile qualsiasi cosa facessi (dal lavoro, al rifare il letto), mi raccontavo di poter avere il controllo su ogni cosa (inclusi ciò che gli altri pensavano di me), mi credevo migliore degli altri perchè davo retta ai “devo“, anzichè ai “voglio“.
E questo mi faceva sentire forte, potente, capace di controllare la mia vita e plasmarla a mio piacimento.

Per chi mi conosceva, ero quella sicura, tutta d’un pezzo, presente a se stessa, ferma, decisa. Non coglievano alcun barlume di insicurezza, anche perchè quest’ultima, man mano che aumentava, veniva celata da un atteggiamento perfezionista sempre più da manuale.

La mia forza, in realtà, non era altro che rigidità, la ricerca di elogi per confermare di andare bene era continua e sfiancante e, sin dai tempi della scuola, fare del mio meglio comportava avere risultati impeccabili, pena non perdonarmi nemmeno una pausa di piacere.
Il mio scenario non contemplava altri risultati se non la perfezione.


Succede così, quando il perfezionismo prende il sopravvento: i tuoi standard diventano irragionevoli, l’errore è una prospettiva da escludere a ogni costo, sei sensibile alle critiche e ai rimproveri, i tuoi sforzi e i risultati non bastano mai. E poi ancora, il mondo è tutto bianco o nero, giusto o sbagliato, gli altri diventano qualcuno di cui conquistare l’approvazione, le decisioni da prendere montagne insormontabili da scalare, il lavoro e lo studio contesti in cui la pretesa di perfezione diventa la regola.


E tu, in realtà sei tutto fuorchè sicura di te: non hai fiducia in te stessa, nelle tue capacità e risorse.
Le tue mancanze sono difetti irreparabili da nascondere, di cui ti vergogni e l’unica strada possibile per andare bene è creare un’immagine di te che sia perfetta, ai tuoi occhi e a quelli degli altri.

Quando imbocchiamo la strada del perfezionismo, ciò che ci perdiamo, di noi, della vita, dei rapporti con gli altri, è davvero molto.

In questo articolo ti parlo di ciò che sacrifichi quando pensi che il perfezionismo sia l’unica alternativa che hai a disposizione per vivere la vita. Perchè se lo stress e le difficoltà sono queste, il perfezionismo non può essere la soluzione e questo è il primo passo per trovare una alternativa sostenibile per stare al mondo.


1. La creatività e il piacere della scoperta

La ricerca delle perfezione uccide la creatività e le idee. E’ un dato oggettivo.
Che ne è dell’improvvisazione, della flessibilità, della capacità di adattamento, dell’apertura verso il nuovo, quando siamo perfezioniste?
Il perfezionismo paralizza l’azione e ti blocca in una condizione di immobilismo: evitare ogni imprevisto e ogni condizione di diversità rispetto a un modello prestabilito, infatti, non ti darà la possibilità di sperimentare la tua capacità creativa di trovare soluzioni e superare gli ostacoli.

L’ispirazione per te
La tua creatività è un bisogno: scopri con questo mio articolo come prendertene cura e imparare a lasciarle spazio.
Ti aiuterà a riconquistare fiducia nella parte di te capace di essere flessibile, aperta e pronta al cambiamento e a capire che non sei obbligata alla perfezione a tutti i costi!


2. La leggerezza

“Il perfezionismo è uno scudo di venti tonnellate che ti trascini dietro pensando che ti proteggerà quando in realtà è proprio ciò che ti impedisce di spiccare il volo.” Brenè Brown

E questo peso è fatto di convinzioni e credenze, di bisogni non ascoltati, di emozioni non espresse, di abitudini negative reiterate nel tempo. E soprattutto, dalla sensazione di essere sola a vivere questa condizione di inadeguatezza che ti spinge a voler creare un’immagine perfetta di te per sentirti approvata da chi ti sta intorno.


L’ispirazione per te
In questo articolo ti suggerisco di lasciar andare cinque aspetti della tua vita per riconquistare leggerezza e sentirti più libera.
Riconoscere le abitudini che ti stanno bloccando
e riuscire a liberartene, poi ti permetterà di uscire dalla gabbia del perfezionismo e sentirti più sicura di te.


3. Rapporti autentici


Quando ci rifugiamo nel perfezionismo è proprio la nostra vera essenza che vogliamo nascondere. E’ per via di quelle imperfezioni che noi per prime non vorremmo vedere, di cui ci vergogniamo, che cerchiamo di celare dietro prestazioni perfette e un atteggiamento senza macchia.

Tuttavia, se nel breve periodo questo sembra funzionare, nel lungo termine ciò che sacrifichiamo davvero è la ricchezza di relazioni davvero autentiche e sincere, prima di tutto con noi stesse.
Ci perdiamo quella vicinanza e quel calore umano che solo la condivisione più sincera può garantire, non permettiamo agli altri di conoscerci davvero, un po’ come se fra noi e loro ci fosse un velo che, seppur trasparente, si posa su di noi e ci impedisce di esprimere chi siamo davvero.


L’ispirazione per te
L’autenticità è una scelta. E’ un’opzione che solo noi possiamo scegliere. Nell’articolo “Quanto ti senti autentica?” ti spiego come fare spazio all’autenticità nella tua vita, a partire dall’onestà, prima di tutto con te stessa. E poi riscopri chi sei davvero per sentire che vai bene così come sei, impara a essere più comprensiva con te stessa, solo così potrai migliorare la relazione con la tua persona e con chi ti circonda. Fidati di me, la tua autostima ne risentirà positivamente!


4. Il tempo

“C’è differenza fra lottare per il risultato migliore e sfiancarsi per la perfezione. Il primo atteggiamento ha un obiettivo raggiungibile ed è gratificante e salutare; il secondo ha una meta spesso irraggiungibile ed è frustrante e fonte di nevrosi. Per di più comporta un assurdo spreco di tempo.”

Quando tempo hai passato su quella email prima di inviarla, su quel preventivo prima di spedirlo, su quel progetto prima di lanciarlo?
Quanto di quel tempo era realmente necessario e quanto invece era legato al desiderio di rendere perfetto ciò che stavi facendo?

Di quanto lavoro ti sei fatta carico perchè solo tu sapevi come andava fatto o per il desiderio di farti apprezzare dai tuoi collaboratori e superiori?

Quante ore hai passato a rimuginare, a ripensare ai fatti accaduti, a farli andare diversamente nella tua mente, controllando le parole, le conseguenze, l’esito, come se potessi riscrivere la storia già scritta?

L’ispirazione per te
Smettere di rimuginare e riconoscere in che modo il perfezionismo ti sta bloccando, ti permetterà di riappropriarti del tuo tempo e di trovare un modo per impiegarlo che vada davvero bene per te.
Riuscirai così a lasciar andare il senso di sopraffazione e quel timore a prendere le tue decisioni, perchè imparerai a capire chi sei e cosa vuoi davvero. E, perchè no, magari anche a chiedere aiuto!


5. La soddisfazione di te

Se misuri la soddisfazione di te con la pretesa di un risultato perfetto, non farai che alimentare la sensazione di non essere all’altezza della situazione, di non fare mai abbastanza per andare bene.


L’ispirazione per te
Nel post “Fatto è meglio che perfetto, ma non fatto” trovi i miei spunti per dare luce ai tuoi progetti, uscendo dalla trappola del perfezionismo che ti obbliga a rimandare finchè tutto non sarà perfetto.
E se non ti senti mai abbastanza, lavoraci su grazie agli esercizi che trovi nei post “Non ti senti abbastanza? Leggi qui!” e Tu sei abbastanza, soprattuto in questo momento.”

Infine, lasciati ispirare dall’articolo “Datti il permesso di sentirti soddisfatta di te” per ritornare a riconoscere il tuo valore e imparare a dirti brava!


6. La cura di te

Se cedi al perfezionismo, non sarà insolito per te metterti in secondo piano e non dare ascolto ai tuoi bisogni. Nei percorsi di coaching, arriva sempre il momento in cui le mie clienti scoprono di avere delle necessità e che prendersene cura non significa essere egoiste, bensì fare ciò che va fatto per star bene con gli altri: star bene innanzitutto con se stesse.


L’ispirazione per te
Questo argomento merita una doppia ispirazione. Nell’articolo “Prendersi cura di sè, si ma come?” trovi suggerimenti e spunti di riflessione per imparare a curarti dei tuoi bisogni e soprattutto a legittimarteli.
Nel post “Coltiva il sano egoismo per prenderti cura di te” ti aiuto a laiberarti della convinzione che dedicarti a te stessa si ada egoista e che curarti degli altri non significa necessariamente che tu stia facendo del bene!
Infine, un altro aspetto importante di cui concentrarsi per prendersi cura di sè è imparare a mettere dei confini e a dire no, perchè nulla come conoscersi a fondo e rispettarsi, può aiutarti a curarti della relazione con te stessa e a migliorarla.


7. La fiducia in te stessa

Cosa penseresti se ti ti dicessi che non solo i successi, ma anche i fallimenti, aumentano la fiducia in noi stesse?
Proprio così, convincerti che solo se sarai perfetta, solo se non lo fallirai mai, varrai qualcosa, significa condannarti a una eterna sfiducia in te tessa.
Puntare a una perfezione che è ideale e immaginaria ridurrà la stima che hai di te e di certo non ti porterà a credere in te stessa nel momento in cui commetterai anche solo il più piccolo sbaglio.


L’ispirazione per te
A mostrarsi imperfette ci vuole coraggio, così come ce ne vuole a scegliere di non essere perfette a tutti i costi per puntare alla propria felicità.
Ed è grazie a questo coraggio che imparerai a rischiare, a essere chi sei davvero, a mostrarti in tutta la tua vera natura e a sentirti sicura e soddisfatta di chi sei davvero.



Cosa ne pensi? Ti ritrovi in queste parole?
Se il tema del perfezionismo ti sta a cuore e stai cercando un modo per liberartene, compila questo form e iscriviti alla mia newsletter: tra poco ti svelerò tutto sul mio nuovo progetto su questo tema!

Facendolo, inoltre, riceverai Sfumature di imperfezione, la guida in dono per te, per aiutarti a lavorare sull’accettazione di te stessa e delle tue imperfezioni.

Grazie e a presto,
Patrizia

Ph Element digital/Pexels

Patrizia Arcadi

Sono Patrizia Arcadi, La Coach Imperfetta: ti aiuto ad accettare e accogliere l’imperfezione, riscoprendo il coraggio di essere te stessa. Lavorando con me potrai: sentirti più sicura di te e delle tue decisioni nella vita privata e nel lavoro, metterti al primo posto senza sentirti in colpa, riconoscere il tuo valore, dire la tua con sicurezza, apprezzarti e star bene con te stessa.

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