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post blog sentirti soddisfatta di te

Datti il permesso di sentirti soddisfatta di te

Quante volte riesci a dirti Brava!” e a sentirsi soddisfatta di te e di ciò che fai?

Quante invece sono le giornate in cui provi quel senso di inadeguatezza costante che non ti fa mai sentire all’altezza della situazione (che si tratti di una riunione, di un’uscita fra amici o di un incontro i clienti)?

La percezione continua di non essere all’altezza, di non essere “abbastanza” può minare molto la sicurezza in te stessa e condizionare il tuo modo di approcciarti alle situazioni personali e professionali.

Può spingerti ad esempio a farti rincorrere un obiettivo dopo l’altro, preda della convinzione che ci sarà sempre di meglio da fare o, al contrario, farti sentire bloccata e impedirti di agire, perchè tanto tutto ciò che fai (e che sei) non sarà mai abbastanza.

Per poter provare soddisfazione per te stessa oggi ti propongo qualche spunto che ti farà esercitare un po’ di compassione e benevolenza nei tuoi riguardi e che ti farà osservare la tua realtà da un altro punto di vista.

Ti va di provarci insieme?


I passi verso la soddisfazione:


1. Parti da ciò che hai:
l’insoddisfazione è legata a un senso di mancanza, di scarsità. Per sovvertire questa sensazione è possibile riconnetterti con un senso di pienezza e di appagamento: parti da ciò che hai, celebralo e sii grata per questo.
Come ti dicevo in questo articolo, l’invito non è ad accontentarsi, bensì a prendere contatto con la tua realtà che non è fatta di “assenza”, ma di pienezza e gratificazione.

Questo ti permetterà di cambiare registro rispetto a un approccio negativo e pessimistico: concentrarti su ciò che hai può innescare l’abitudine a essere soddisfatta per le esperienze positive e gioirne. E questo farà spazio alle emozioni piacevoli e a una maggiore fiducia nella vita, nelle possibilità e in te stessa.


2. Smetti di dare per scontati i risultati: dare per scontati i risultati raggiunti ti porta a rincorrerne immediatamente di nuovi.
Prova a vivere in modo diverso un risultato o un evento positivo: fermati a sancire l’importanza di quanto hai raggiunto e ottenuto attraverso un momento rituale, che gli dia riconoscimento, valore e reale soddisfazione.
Soltanto dopo riparti (se lo riterrai ancora opportuno).

Risultato nel risultato: questa pratica ti consentirà di dare ascolto al tuo bisogno di essere riconosciuta e apprezzata e di farlo praticando l’empatia con te stessa.


3. Sforzi, non solo risultati: ti fermi mai a pensare agli sforzi che fai, ai tentativi, alle cadute e risalite, al “mentre”?
Legare la tua soddisfazione solo al raggiungimento del risultato sperato distoglie la tua attenzione da tutto ciò che fai, con il rischio di renderti invisibili le tue fatiche, dare scontato il processo, allorantanarti dal “qui e ora” e vivere proiettata in un tempo e una realtà che sono diversi dal presente, penalizzando la tua consapevolezza.

Riconnettiti con le emozioni mentre fai ciò che fai e ogni giorno prenditi qualche minuto di tempo per chiederti “Io dove sono in questo momento? Come mi fa sentire ciò che sto facendo? Cosa è importante per me di ciò che sto facendo ora?”.


4. Rivedi i tuoi obiettivi: concentrati su obiettivi più vicini nel tempo i cui risultati sono visibili giorno dopo giorno, osservabili nel qui e ora.
Proiettarsi sempre e solo verso obiettivi a lungo termine rischia di farti perdere di vista quanto di buono e grande fai ogni giorno (per dar seguito al punto precedente!).

Un esempio: “tra cinque anni cambierò casa” può essere un bellissimo e importante obiettivo, a meno che non implichi che nei prossimi cinque anni tu coltivi l’insoddisfazione per la casa in cui vivi ora.

Quindi, tenendo fermo quello scopo a lungo raggio, come puoi crearti degli obiettivi di miglioramento a tua portata e quotidiani (o comunque a breve termine) per percepire appagamento e gratificazione in ciò che fai ora, sapendo che ogni giorno stai lavorando per un fine più ampio?


5. Individua le tue credenze e come ti portano a sentirti insoddisfatta:
“Se non hai ciò che desideri è perchè non stai facendo abbastanza”. 
“Potresti fare di più”.

“Essere soddisfatta di ciò che hai vuol dire accontentarti e che non avrai mai più di così.”
“Mai accontentarsi.”

Questi sono solo alcuni dei pensieri limitanti con cui cresciamo e che in parte determinano la nostra tendenza all’insoddisfazione perenne.
Ne riconosci qualcuno? Ti lascio qualche domanda per scovarli!

  • Quando hai imparato che “non basta mai!”?
  • Quando sarà “abbastanza” per te?
  • Cosa significa per te “soddisfazione di sè”?
  • Cosa dovrebbe succedere perchè tu fossi soddisfatta di te?
  • Qual è il film che ti proietti?
    Se non succederà_______________ io non mi sentirò soddisfatta/all’altezza e questo me significa________________________
  • Come sta condizionando la tua vita questa eterna scontentezza?


6. Crea il diario dei tuoi traguardi: ogni giorno su un quaderno scrivi ciò che ha funzionato durante la giornata o che è andato meglio di quanto avevi preventivato.

Segna ogni piccolo progresso o traguardo che possa farti sentire grata e soddisfatta di te.
Non solo, condividi con qualcuno a te caro ciò che hai segnato e che ha funzionato. Ti aiuterà ad abbandonare la lamentela per ciò che invece non è andato come volevi.


7. Chi ha detto che devi fare fatica? Se una cosa non ci viene facile, significa che non merita la nostra attenzione, che non possiamo sentirci soddisfatte per averla realizzata. Perchè la soddisfazione costa fatica.
Ma chi l’ha detto?

Se fino ad ora l’hai pensata così, chiediti come ti ha condizionato questa convinzione nella tua vita e inizia a concederti di goderti i risultati ottenuti senza sforzo!


8. Lascia andare il perfezionismo: se sei incontentabile, la prima cosa di cui liberarti è l‘ideale di perfezione irraggiungibile: ciò che sarà non potrà mai corrispondere alla realtà, proprio perchè è un’idea, un’immagine che tu hai creato.
Puntare a quell’immagine ideale è come condannarsi all’insoddisfazione perenne: per iniziare a lavorarci su leggi il mio post: “Perfezionismo, nemico da combattere o bisogno da accogliere?”.


9. Esci dalla logica della mancanza: non ti manca nulla per essere felice. La tua felicità non è vincolata al raggiungimento di un risultato. Tutto ciò che ti serve per sentirti felice e soddisfatta di te è già nelle tue mani, alla tua portata, come ti racconto in questo articolo.


10. Esci dal dualismo “tutto o niente”: questo pensiero genera i presupposti per l’insoddisfazione perchè divide e spacca la realtà con un taglio netto (successo/fallimento, perfezione/imperfezione, bianco/nero, giusto/sbagliato, ora/mai più) e non tiene conto dell’ampiezza di alternative e possibilità di cui invece è fatta.

Davvero vorresti ridurre la tua vita a queste uniche due opzioni?
Davvero saresti disposta a rinunciare a tutte le sfumature che ci sono in mezzo?

Inizia a contemplare che ci possano essere altre possibilità, prova così: pensa a una situazione per cui desideri raggiungere un certo obiettivo e disegna una scala con (almeno) 5 gradini.

Il gradino più alto è quello della soddisfazione piena, quello più basso dell’insoddisfazione totale.
Che nome dai agli altri gradini? Cosa succede su ciascuno di questi? Come ti sentiresti a stare su un piolo che non sia quello più alto o quello più basso?
Quali alternative esistono allo scenario in cui sei solita pensare che ci siano solo due poli opposti?


11. Sii consapevole di cosa generi intorno a te: il senso di insoddisfazione costante può essere davvero contagioso e generare in chi ti sta vicino un senso di frustrazione. E questo potrebbe portare le persone a concludere che l’unica via di comunicazione con te sia la lamentela costante o, peggio ancora, portarle ad allonanarsi da te.
Guardati intorno, ci sono persone con cui gli scambi sono basati sul senso comune di frustrazione, di scarsità e di mancanza?


12. Coltiva l’entusiasmo: se tendi a sentirti insoddisfatta per qualsiasi cosa, è molto probabile che tu fatichi a gioire o entusiasmarti per ciò che accade. Coltivare l’entusiasmo può darti lo slancio per sentirti appagata e per svincolare la tua soddisfazione al solo raggiungimento di un obiettivo o all’ottenimento di ciò che vuoi.

Un suggerimento per farlo? Stai a contatto con qualcuno o qualcosa che abbia la gioia come  filosofia di vita. Che siano bambini, amici ottimisti che vedono il bicchiere mezzo pieno, animali domestici .

E stai nella natura il più possibile: la contemplazione ti aiuterà a percepire un senso di appagamento e di meraviglia che ti daranno uno slancio verso la positività!


13. Identifica perchè lo fai (desiderio autentico o indotto?): spesso ci sentiamo insoddisfatte perchè perseguiamo sogni che non sono nostri, soddisfiamo bisogni e aspettative di altri e questo ci porta a non sentire quell’appagamento che dovremmo provare di fronte a un progetto realizzato.

Cerca di chiederti dove sei tu mentre fai ciò che fai e se stai agendo in virtù di ciò che credi importante o di una richiesta esterna (che sia la società, la famiglia, l’ambiente di lavoro, uno standard a cui pensi di dover aderire ecc).
Leggi questo articolo e anche questo per capire se agisci in risposta ai tuoi bisogni autentici!


14. Accetta le cose come sono: accettare ciò che è può aiutarti ad alleggerire e ridimensionare la situazione. A volte voler migliorare è solo accanimento o attaccamento a qualcosa, come ti spiego nel mio post “7 modi per allenare l’accettazione”.


15. Stop al paragone: concentrati sul tuo cammino, sulle tue potenzialità e sui tuoi risultati, sui tuoi punti deboli e su quelli forti. Evita il confronto con gli altri che in questa fase potrebbe portarti a concentrarti solo sulle tue mancanze e alimentare la tua insoddisfazione.

Se proprio vuoi paragonarti, allora fallo con una precedente versione di te stessa e prendi atto di come sei cambiata dei passi avanti che hai fatto nel tempo.



Chi ha paura della felicità?

Cosa succederebbe se le cose andassero bene?
Se ottenessi i risultati sperati, anzi se ottenessi risultati brillanti?
Penseresti di meritare tutta quella soddisfazione? Come vivresti quell’emozione? Riusciresti a godertela o ti sentiresti sopraffatta, quasi persa?


A volte l’insoddisfazione costante e la rincorsa continua a obiettivi sempre nuovi, sono sabotaggi che attiviamo proprio perchè temiamo ciò che accadrebbe se ce la facessimo:  può succedere di temere così tanto uno scenario mai vissuto o comunque poco frequente o addirittura per noi irraggiungibile, come la felicità o la piena soddisfazione di sè, da boicottarlo in qualche modo.


Non solo: raggiungere quel risultato poi potrebbe implicare delle responsabilità, quelle di doverlo in qualche modo mantenere, di generare delle aspettative (da parte nostra e degli altri) per il futuro e questo forse sarebbe molto gravoso per noi, perchè allora sì che dovremmo misurarci con standard molto elevati.

Dietro alla mancanza di soddisfazione può celarsi la paura per il suo opposto: ci avresti mai pensato?



Facciamolo insieme!

Se ti riconosci in ciò che ho scritto e anche tu non riesci a goderti le cose e ti senti sempre insoddisfatta di te, parliamone insieme!
Ti aspetto per una sessione di coaching conoscitiva gratuita in cui ti spiegherò come potrò essere al tuo fianco in questo viaggio verso la soddisfazione di te stessa!
Puoi contattarmi compilando questo form o scrivendomi a patrizia@patriziarcadi.it

A presto!

Un abbraccio,
Patrizia

Ph Timur Romanov su Unsplash

Patrizia Arcadi

Sono Patrizia Arcadi, La Coach Imperfetta: ti aiuto ad accettare e accogliere l’imperfezione, riscoprendo il coraggio di essere te stessa. Lavorando con me potrai: sentirti più sicura di te e delle tue decisioni nella vita privata e nel lavoro, metterti al primo posto senza sentirti in colpa, riconoscere il tuo valore, dire la tua con sicurezza, apprezzarti e star bene con te stessa.

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