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Sicura di voler essere la “brava ragazza”?


“Ho fatto per troppo tempo la brava ragazza, adesso basta!”.


Questa è la frase con cui ha esordito Anna durante la nostra sessione conoscitiva di qualche settimana fa.
Sempre accondiscendente, sempre pronta a prodigarsi per gli altri e ad esserci prima ancora che lo chiedessero, con il passare del tempo Anna ha sentito di aver perso il contatto con se stessa, con i propri bisogni, sentimenti e desideri.

Il suo desiderio di essere apprezzata, di sentirsi dire “brava” , l’aveva spinta ad assecondare le richieste degli altri e a farsene carico, arrivando a sentirsi in colpa le volte in cui riteneva di non fare abbastanza per gli altri.

E’ andata avanti così finchè la parte di lei bisognosa di esprimersi, di essere libera e incondizionata non si è fatta sentire.
E’ stato a quel punto che Anna mi ha contattato, spaventata da ciò che le stava accadendo, intimorita dal fatto di non “riconoscersi”, dal pensiero che gli altri potessero dirle che è cambiata, che non è più quella di prima.


Eppure Anna è sempre stata così, solo non ha mai permesso che gli altri conoscessero questo suo aspetto. Perchè lo ha sempre tenuto nascosto anche a se stessa.


E se non avessi davvero bisogno di fare la “brava ragazza”?

Molte di noi potrebbero riconoscersi nella storia di Anna: molte di noi si sentono combattute tra il desiderio di essere chi sono davvero e la spinta a compiacere gli altri per farsi approvare.

Questo dilemma si basa su un presupposto da confutare: “Se mostro come sono non piacerò, quindi sono costretta a scegliere fra la mia autenticità e le aspettative altrui, che mi portano lontano da chi sono davvero.

La mancanza di fiducia e di stima verso ciò che siamo davvero può erodere il coraggio di essere noi stesse e di mostrare la nostra vera natura.
Ecco perchè, per sentirci libere di comportarci in modo autentico e non cadere nella tentazione di indossare la maschera della brava ragazza per il timore del rifiuto, è necessario ripartire da noi stesse, conoscerci a fondo, scoprire chi siamo davvero.

Solo imparando a fidarci di noi stesse, riusciremo anche a piacerci, rispettarci e farci rispettare.

Questo significa che, se il tuo bisogno è quello di apprezzarti e stimarti, fare la “brava ragazza” a tutti i costi e sacrificare te stessa non è l’unica via che hai a disposizione.


Proprio così: la tua alternativa – quella che funziona e che può essere la più giusta per te – è imparare per prima a stimare te stessa e ad apprezzarti. Imparare a dare a te stessa ciò che richiedi a chi ti circonda. Perchè il tuo valore dipende da chi sei tu e non da ciò che gli altri pensano di te.


E questo non significa che piacere agli altri non sarà più importante, piuttosto sarà un piacevole contorno per cui sentirti gratificata. Ma solo perchè avrai imparato a star bene con te stessa in ogni caso e la stima di te non dipenderà più da come vieni percepita da chi ti circonda.


Da “brava ragazza” a “donna arrabbiata”, il passo è breve

Non è raro che quando ci sentiamo esasperate dal sacrificio che ci vede sempre all’ultimo posto, possiamo provare un moto di rabbia verso tutto e tutti e, soprattutto, verso noi stesse.
Ci accusiamo di non essere in grado di mettere dei paletti, di dire di no, di farci rispettare e comprendere. Al tempo stesso ci arrabbiamo con gli altri che non ci capiscono, non sanno leggerci dentro, non ci ascoltano, non si occupano di noi.

Nel profondo in realtà, proviamo rabbia perchè, per assecondare gli altri, abbiamo tradito noi stesse.

E, quando quella rabbia viene a galla, la nostra prima reazione è rivendicare il diritto a riprenderci i nostri spazi, con aggressività, imponendo scelte di cui nemmeno noi siamo così sicure e che sicuramente agli altri risultano incomprensibili.
A quel punto il conflitto diventa inevitabile, con loro e dentro noi stesse.


Ritrova te stessa

Potrebbe essere più efficace, piuttosto, riuscire a connettersi con i bisogni che cerchiamo di soddisfare con il nostro atteggiamento accondiscendente, accettarli e ascoltarli, per poi trovare un modo meno faticoso e doloroso per curarcene.


Prima di avviare questo processo, però, è necessario concedersi del tempo per ascoltarsi, per comprendersi, per non compiere passi azzardati di cui poi pentirsi, facendo marcia indietro e convincendosi che volersi prendere i propri spazi sia sbagliato.


Ecco qualche “domanda guida” per entrare in contatto con te stessa e muovere i primi passi alla ricerca della conoscenza di te, della sicurezza e del coraggio di essere te stessa:


a) Le tue convinzioni

1. Come pensi di “dover essere” per piacere agli altri?

2. Quali convinzioni ti fanno credere che l’unico modo per piacere agli altri sia essere diversa da come sei e metterti in secondo piano?

3. Quali prove oggettive confermano queste convinzioni?


b) Te stessa
1. Quali sono le frasi che ti ripeti quando pensi che gli altri potrebbero vedere la “vera” te?

2. Quali sono le emozioni che provi in relazione a questi pensieri?

3. Quali sono gli aspetti di te che temi di mostrare?

4. Cosa succederebbe se ti mettessi al primo posto? Cosa temi che penserebbero di te?

5. E questo cosa significherebbe per te?

6. Qual è il bisogno che senti insoddisfatto per cui provi il timore di non piacere agli altri? (In fondo a questo articolo trovi un elenco indicativo di bisogni!).

7. Concentrati su di te: cosa potresti fare per prenderti cura di quel bisogno senza incorrere nel compiacimento altrui?


c) Tu nelle relazioni
1) Cosa stai sacrificando, mettendoti la maschera? Cosa ottieni nel breve periodo? E nel lungo periodo?

2)
Che tipo di relazioni stai generando? Su cosa si fondano i tuoi rapporti con gli altri?

3)
Di cosa privi le tue relazioni e le persone che stanno intorno a te?

4)
Quale contributo potresti portare nelle relazioni se mostrassi chi sei davvero e ti considerassi alla pari degli altri?


Per quanto possa sembrare faticoso e possa spaventare, mostrare chi sei è l’unico modo per avere delle relazioni vere, sincere e autentiche. E vivere all’insegna dell’autenticità è la chiave per stimare te stessa e non sentire la necessità di rincorrere l’approvazione degli altri.


Che ne dici, quindi, di passare dalla fatica del volerti sentire approvata alla leggerezza e alla soddisfazione di sentirti autentica? Dall’essere a tutti i costi la “brava ragazza” all’essere te stessa?

Se desideri confrontarti con me su questi temi e vuoi capire come realizzare questo cambiamento, scrivi a patrizia@patriziarcadi.it per prenotare la tua sessione di coaching in regalo e parlarne insieme!


A presto,
Patrizia

Ph Maria Lysenko/Unsplash

Patrizia Arcadi

Sono Patrizia Arcadi, La Coach Imperfetta: ti aiuto ad accettare e accogliere l’imperfezione, riscoprendo il coraggio di essere te stessa. Lavorando con me potrai: sentirti più sicura di te e delle tue decisioni nella vita privata e nel lavoro, metterti al primo posto senza sentirti in colpa, riconoscere il tuo valore, dire la tua con sicurezza, apprezzarti e star bene con te stessa.

2 Comments
  • Barbara
    Rispondi

    Bellissimo questo articolo…. percorso estremamente faticoso e doloroso….. ma sento che prima o poi dovrò’ arrivare proprio qui…. grazie Patrizia !!!

    Dicembre 11, 2020at9:00 am

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