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Tre mosse per allenare la responsabilità e ritrovare l’autostima


Nell’articolo precedente ti ho parlato dei sei pilastri dell’autostima e di come “scomporla” in diversi aspetti possa aiutarci a capire su cosa concentrarci per migliorarla.

Gli elementi fondanti dell’autostima (consapevolezza, accettazione, responsabilità, affermazione di sè, darsi degli obiettivi e integrità) sono dei veri e propri atteggiamenti su cui abbiamo possibilità di intervenire per prendere in mano la nostra vita e decidere di cambiarla, partendo proprio dal miglioramento dal recupero della stima di noi stesse.


Questo presuppone che la nostra autostima sia una nostra responsabilità, nella misura in cui è in nostro potere agire per influenzarla (nel bene e nel male).

Il potere di cambiare le cose


Una delle caratteristiche delle persone con una solida autostima è la capacità di assumersi la responsabilità: delle proprie azioni, dei propri pensieri, delle proprie emozioni, delle proprie scelte, delle proprie relazioni, della propria vita in generale.

Se autostima significa avere infatti nutrire fiducia in se stessi e nelle proprie capacità di farcela, vuol dire anche sapere che la nostra realizzazione e la nostra felicità dipendono da noi e che solo dimostrandoci protagoniste della nostra vita e delle nostre scelte potremo vivere quel senso di soddisfazione e appagamento che saremo convinte di meritare.

Assumersi la responsabilità presuppone vivere con un atteggiamento attivo e non passivo, comprendere che ciò che accade nella vita avviene per noi e che in qualsiasi momento abbiamo la possibilità (e le risorse) per scegliere come reagire agli eventi e trarre il meglio per noi da ogni situazione.

Acquisire la certezza di avere un grande potere sulla percezione di noi stesse e di che ci circonda è il primo passo per uscire da un atteggiamento vittimista (“Capitano tutte a me!” “Perchè non mi vogliono?”) e colpevolizzante (“Non mi capisce nessuno!”, “Se solo lui/lei si comportasse così, starei meglio...”) a un approccio da protagonista (“Cosa posso fare io per sentirmi come desidero? Cosa è in mio potere fare per ottenere ciò che voglio?”) e responsabile.


Ogni volta che esprimi le tue opinioni e affermi te stessa, ogni volta che condividi le tue emozioni, quando compi le tue scelte in maniera consapevole, ti stai mettendo in gioco, stai dimostrando a te stessa di credere in te stessa e nei tuoi obiettivi.

In poche parole, ti stai assumendo la responsabilità della tua vita onorando il fatto di essere parte attiva della tua vita, di poter essere presente in ciò che fai anzichè subirlo.

E questo, inevitabilmente rafforza la tua autostima, la fiducia e il rispetto che nutri verso te stessa.

Prova a pensarci: come ti senti quando riesci a sentirti libera di decidere senza condizionamenti, quando prendi in mano la situazione, quando smetti di crogiolarti e metti in campo ciò che è in tuo potere fare per vivere al meglio in famiglia, con i colleghi, con te stessa?


Essere autonome, indipendenti e attive vuol dire assumersi la responsabilità del proprio benessere, per questo motivo ci sentiamo appagate e soddisfatte di noi ogni volta che scegliamo di agire in maniera attiva e responsabile, quando ci facciamo guidare dai nostri valori, dai nostri bisogni e da ciò che riteniamo vada bene per noi.


Questo non significa che saremo sempre incondizionatamente felici e appagate, nè che potremo stabilire a priori cosa ci accadrà.
Significa piuttosto che avremo sempre la possibilità di perseguire quel benessere e quell’appagamento scegliendo che tipo di persona essere, quali pensieri avere e quali scelte compiere.


Responsabilità non è colpa

Non è raro che, la prima volta che parlo di responsabilità con le mie clienti durante i percorsi di coaching, io percepisca un po’ di resistenza e di rigidità.
Credo che questo sia dovuto al fatto che, nella nostra cultura, assumersi la responsabilità delle proprie azioni sia associato a frasi come “Hai voluto la bicicletta e ora pedali”, per la serie “Sono fatti tuoi/l’hai voluto tu/non ti lamentare/Ora ti arrangi!” e che la parola responsabilità e il concetto di gestire le conseguenze delle proprie azioni abbiano il sapore della “colpa”, a cui non sono normalmente accomunate emozioni piacevoli.

Non solo, messa in questi termini, il concetto di responsabilità implica fare una grande fatica e, quando siamo spaventate dal cambiamento, sentirci chiamate all’azione e dire che il tempo del vittimismo è finito, può farci rifugiare nella convinzione che sia difficile o impossibile cambiare le cose.
Così, rimanere in una condizione passiva sembra quasi allettante e rassicurante.

Quindi, questa resistenza è comprensibile: chi vorrebbe sentirsi da sola ad “arrangiarsi”? Chi vorrebbe assumersi la “colpa” per aver agito in un certo modo?
Chi desidererebbe sentirsi abbandonato a se stesso a gestirsi una bicicletta impazzita e fare fatica, senza la certezza del risultato?

In realtà, un risultato sicuro generato dall’assumersi le proprie responsabilità esiste: ed è essere sempre più certe e consapevoli del proprio valore, fidarsi di se stesse, migliorare la propria autostima, appunto.


Essere responsabili non significa essere colpevoli, tutt’altro. Vuol dire passare dal concetto di colpa a quello di responsabilità, dalla passività all’azione, dal “Tutto mi è dovuto e se non me lo date non mi rendete felice” a “Cosa posso fare io per essere felice?”.


Tre modi per assumerti le tue responsabilità


1. Accetta te stessa

L’accettazione di chi sei (e di chi non sei) è alla base di una presa di coscienza che ti permetterà di cambiare e migliorare ciò che davvero desideri modificare (senza influenze esterne o la speranza di nutrire aspettative altrui) facendo appello a ciò che è davvero in tuo potere fare per attivare quel cambiamento.


Impara ad accettarti così:

– Fai un elenco di ciò che non accetti di te: metterlo nero su bianco ti aiuterà a dargli un nome e a mettere a fuoco cosa non ti perdoni.

Chiediti qual è il bisogno che cerchi di soddisfare con quell’atteggiamento che non accetti: capire cosa ti spinge ad agire o essere in quel modo ti aiuterà a essere pià compassionevole e accogliente con te stessa.

– Chiediti quanto è efficace: le parti di te che non vuoi più, cosa ti hanno permesso di fare fino a qui? In che modo ti hanno permesso di “funzionare” fino ad ora?

– Cambia le parole: prendi quell’elenco e sforzati di sostituire le parole che usi per definire ciò che non accetti di te con dei termini che abbiano un’accezione positiva e meno giudicante.
Ad esempio indecisa può diventare aperta o flessibile, preoccupata può diventare attenta o scrupolosa.



2. Sii consapevole di chi sei e di ciò che desideri

Il primo passo per essere responsabile della tua vita è capire chi sei e cosa desideri davvero, perchè se è vero che la responsabilità impolica delle scelte, questo significa che è importante sapere in base a cosa prendi le tue decisioni e che tipo di persona vuoi essere davvero.


Impara a conoscerti così:

Definisci i tuoi valori: quali sono i valori della tua vita? quali sono i pilastri della tua esistenza? Cosa è importante per te nelle diverse aree della tua vita?.

Assumiti la responsabilità dei tuoi bisogni: quali sono i tuoi bisogni? Come puoi prendertene cura? Cosa puoi fare per vivere allineata ai tuoi bisogni?

– Stabilisci i tuoi confini: quali sono le tue regole del gioco? Cosa accetti e non accetti?

– Riconosci i tuoi pensieri: quali sono i tuoi pensieri ricorrenti? Quali sono le cose che ti racconti sulla tua vita, su ciò che sei e che ti accade? Questi pensieri come stanno condizionando ciò che provi e le tue azioni? Come puoi riformularli per sentirti motivata ad assumerti la tua responsabilità?



3. Nessuno ti deve la realizzazione dei tuoi desideri e tu non la devi a nessuno

Ovvero nessuno è responsabile della tua felicità, nè tu lo sei di quella degli altri.
Quando le mie clienti lo capiscono, per loro è la svolta. perchè, se da un lato è vero che sapere di essere le uniche artefici della propria felicità e del proprio benessere può spaventare, dall’altro questo dà la possibilità di scegliere in libertà ciò che va bene o non va bene per sè.
Di sentirsi veramente libere di essere se stesse e di fare le proprie scelte.

Non è un inno all’egoismo, tutt’altro, è un inno al nostro potere più grande: ognuno di noi ha diritto a essere felice e a ha diritto di realizzare i propri desideri facendo tutto ciò che è in suo potere fare senza aspettarsi o pretendere nulla dagli altri.

E questa libertà ci solleva anche dalla responsabilità di fare la gioia o l’infelicità degli altri.


Perchè l’unica felicità possibile è solo quella che raggiungiamo quando siamo convinte di meritarcela.
E la misura di quanto pensiamo di meritarla è quanto siamo disposte a metterci in gioco per raggiungerla.


Lavoraci su così:

Lascia andare il senso di sacrificio quali le scelte che fai perchè pensi che, sacrificandoti, gli altri saranno felici?
A cosa stai rinunciando davvero con quei sacrifici? Cosa speri davvero di ottenere con quel sacrificio?

– Riconosci di cosa hai paura: impiegare il tuo tempo e le tue energie per far felici gli altri cosa ti permette di fare, in realtà? Non è forse un modo di rimandare il momento in cui dovrai assumerti la responsabilità della tua felicità e questo forse ti spaventa un po’?


Se leggendo le mie parole senti che si è “smosso” qualcosa e senti di voler migliorare la tua autostima, scrivimi a patrizia@patriziarcadi.it: riserverò per te una sessione di coaching gratuita per parlarne insieme!
 

A presto!
Patrizia

Ph Denys Nevozhai/Unsplash

Patrizia Arcadi

Sono Patrizia Arcadi, La Coach Imperfetta: ti aiuto ad accettare e accogliere l’imperfezione, riscoprendo il coraggio di essere te stessa. Lavorando con me potrai: sentirti più sicura di te e delle tue decisioni nella vita privata e nel lavoro, metterti al primo posto senza sentirti in colpa, riconoscere il tuo valore, dire la tua con sicurezza, apprezzarti e star bene con te stessa.

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