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Dieci strategie per liberarsi dalla paura di sbagliare

In questo articolo vediamo alcune strategie efficaci per liberarsi dalla paura dell’errore e trovare la forza e la fiducia in noi stesse per fare il primo passo.


Perchè ci fa così paura sbagliare?
Quanto ci condiziona il timore del fallimento?
Come si può fare a liberarsi dalla paura di commettere errori?


Il timore di sbagliare può essere una trappola del perfezionismo bella e buona, eppure non bisogna essere necessariamente delle perfezioniste convinte per cascarci.
Sicuramente, tra i motivi che ci portano a temere l’errore, c’è una profonda sfiducia in noi stesse e nella nostra capacità di farcela.
Questo è ciò che ci porta a rimuginare: “Mi butto? No, non ce la faccio. E se poi sbaglio? E se poi non va bene? Meglio lasciar perdere.” per poi decidere che no, la paura è troppo grande, insormontabile e che agire per noi è fuori discussione.

Ricostruire la fiducia in noi stesse e nei nostri mezzi può aiutarci ad abbassare l’impatto che la paura dell’errore ha sulla nostra vita, il che non significa eliminarla del tutto (non passa mai completamente, ahimè!), ma riuscire almeno a ridimensionarla quel tanto che basta per agire nonostante la sua presenza.

Vediamo quali strategie possono venirci in soccorso…

1. Rivedi ciò che l’errore significa per te

Se un’azione risulta sbagliata non vuol dire che tu sei sbagliata.
Riformulare ciò che pensi dell’errore e ciò che significa per te commetterne potrà aiutarti a riconsiderare il tuo valore e a non identificarlo con ciò che fai, con i tuoi fallimenti, o con i tuoi successi.
La paura di sbagliare non svanirà come per magia, ma riuscirai a ridimensionarla perchè riconoscerai che il peso di tutta questa faccenda, ciò che ti blocca davvero, non è l’errore in sè, quanto il significato che tu gli attribuisci.


Prova così:
Metti a fuoco qual è il significato che attribuisci alla possibilità di commettere un errore:
Se sbaglio, vuol dire che…
Se commetto un errore, significa che io…
E gli altri…

Poi verifica quali sono le prove effettive a sostegno di queste tue ipotesi e chiediti se vale lo stesso per te quando l’errore lo commette qualcun altro.


2. Metti a fuoco come ti sta sabotando

Come sarà la mia vita fra dieci anni se continuerò a (non) agire in funzione della paura di sbagliare?
Lo so, è una domanda scomoda, ma qualcuno deve pur farla!
Scherzi a parte, realizzare cosa stai sacrificando, vivendo all’insegna del timore dello sbaglio, può darti la spinta a decidere che può bastare così e che, nonostante questa sgradevole e faticosa emozione, puoi provare a correre il rischio.

Prova così:
Riconosci come ti sta condizionando la paura dell’errore passando in rassegna il modo con cui influenza le varie aree della tua vita:
– relazione con te stessa
– rapporti con gli altri
– lavoro
– tempo libero
– benessere fisico ed emotivo
– ecc.

Qual è l’area che ne risente maggiormente? Da quale vuoi partire per prendere in mano la situazione?


3. Considera la possibilità di rimodulare e ripartire

E se, oltre all’errore, ci fosse altro?
Se le opzioni non fossero solo “Andra bene vs andrà male”, ma in mezzo esistessero mille altre sfumature (di imperfezione)?

Riconsiderare l’errore vuol dire darsi il permesso di percepirlo come occasione per crescere e imparare qualcosa di più di noi, degli altri, del contesto.
Se l’errore non si limita a essere un punto di arrivo, ma una tappa, può diventare anche un punto di ripartenza per correggere il tiro, cambiare rotta, mettere in campo altre risorse o strategie che non avevamo adottato, ipotizzare soluzioni che non avevamo considerato.

Visto così, l’errore è una grande occasione per allenare la nostra creatività e aumentare la stima in noi stesse: perchè cogliere la sfida e assumersi il rischio di mettersi in gioco sono una vera benzina per nutrire la fiducia in noi stesse!


Prova così:

Torna a qualcosa che non è andato come volevi per via di un errore e prova a rifomularlo in base a ciò che di nuovo hai imparato.
Può trattarsi di qualcosa di semplice, un dolce che ti cade e si rompe mentre lo sforni e può diventare un dessert al cucchiaio con l’aggiunta di un po’ di gelato.
Prova a rapportare questo approccio ad altri errori più importanti, vedrai che l’effetto ti stupirà.

Perchè lo sbaglio e l’insuccesso non significano necessariamente che sia tutto finito o da buttare! E ricordati che “fatto è meglio che perfetto, ma non fatto e chiuso in un cassetto!”.


4. Allena il coraggio dell’imperfezione

A essere imperfette e a commettere errori ci vuole coraggio.
E’ la forza che occorre a guardare in faccia la realtà, a fare i conti con il fatto di non riuscire a fare ogni cosa, di non poter controllare tutto.
Per farlo, dobbiamo imparare a non temere le nostre imperfezioni, a smettere di considerarle come debolezze imperdonabili, a non lasciare che il rischio dello sbaglio ci paralizzi e, nella convinzione di non essere all’altezza, ci porti a nasconderci e a tenere il freno a mano tirato.

Prova così:
Riparti da questa considerazione: coraggio non significa assenza di paura. Vuol dire agire nonostante la paura e avere la capacità di andare oltre il timore.
Se aspetti che la paura svanisca, non agirai mai, se riparti, invece, da questa riflessione, sarà più semplice mettere a fuoco cosa puoi iniziare a fare cercando di andare oltre il timore di sbagliare.

5. Accetta la possibilità di sbagliare

Tutti sbagliano e non sei sola in questa esperienza. Per quanto tu possa sentirti l’unica inadeguata, la sola che non è all’altezza di fare le cose come si deve, sappi che non c’è nulla come l’errore ad accomunarci tute e tutti.
Accettare di non essere infallibile significa riconoscere e accogliere i propri limiti e le proprie imperfezioni, per smettere di sprecare energie inutili a lottare contro i mulini a vento e arimuginare e iniziare a dedicarle all’azione, anche quando questa significa riparare a uno sbaglio e ripartire dopo una caduta. Imparando a conoscerci, a rispettare noi stesse e le nostre risorse e a essere anche più comprensive con noi stesse.



Prova così:
Guarda in faccia la realtà per ciò che è e prendi confidenza con i tuoi limiti.
Come primo step ti invito a scriverli tutti in un elenco.
In seconda battuta, ti chiedo di cercare le prove a supporto di quanto hai scritto: quel limite esiste davvero, è realmente comprovato da fatti oggettivi o sei tu che, in realtà, ti sminuisci, giocando al ribasso con te stessa?
Infine, concentrati sui limiti “reali”: quanto sono davvero inaccettabili e quanto invece, se ripuliti dal giudizio, possono essere tollerabili?
A questo punto, quali sono i limiti che davvero è tuo interesse superare e migliorare e quali invece puoi tenere così come sono, scegliendo magari di chiedere un supporto su quell’aspetto?

6. Rinuncia al perfezionismo

L’aspettativa di fare tutto perfettamente è un ostacolo enorme di cui la paura dell’errore di alimenta. Si tratta di una vera e propria trappola di cui è importante liberarti per spezzare il cicrcolo vizioso che vede coinvolte la presunzione di perfezione, la paura di non essere all’altezza, la vergogna e procrastinazione.

Non è nella perfezione che puoi trovare la felicità o la soddisfazione di te. Non è il perfezionismo la via per sentirti realizzata. Nè per tornare a fidarci di noi stesse o per essere consapevoli di chi siamo e del nostro valore.


Prova così:
Ascolta quali bisogni di nascondono dietro la tua ricerca di perfezione e al tuo perfezionismo e prova a soddisfarli con un comportamento alternativo.
In questo articolo trovi tanti suggerimenti utili per farlo, questo quaderno gratuito di esercizi ti permetterà di introdurre l’imperfezione a piccole dosi nel tuo quotidiano e con questo percorso di autocoaching potrai finalmente trovare l’alternativa sostenile al perfezionismo e che funziona per te.


7. Considera l’errore come parte del percorso

Non è qualcosa che puoi evitare in assoluto, una sfortuna che capita solo a te perchè non sei all’altezza delle situazioni, una punizione dell’universo, nè un messaggio del karma che vuole farti espiare qualche colpa.
Non esiste altro modo se non passare dall’errore per riuscirci; lo sbaglio fa parte del percorso, è una tappa di un processo fatto di tentativi e non c’è alcun risultato che si possa raggiungere senza deviazioni.

Prova così:

Fai una ricerca su google e scopri quali sono gli estacoli o gli errori che, nel corso della storia, si sono rivelati delle deviazioni importanti del percorso per poi portare a risultati eccezionali o inattesi. Vedrai, ne rimarrai affascinata!


8. Sperimenta l’errore in piccole dosi programmate

Se una parte di ciò che ti spaventa è l’imprevedibilità di un ostacolo, programma dei modi per fare esperienza di errore.
Hai presente quel detto che suggerisce di conoscere il tuo nemico? Il principio è più o meno quello: se impari a conoscere lo sbaglio, il tuo modo di percepirlo, dandoti anche la possibilità di riformulare cosa ne pensi, imparerai a temerlo meno e ne ridurrai l’impatto sulla tua vita.

Prova così:

Allenarsi all’errore e introdurlo a piccole dosi nella tua vita non vuol dire rassegnarsi ad avere risultati mediocri, non smetterò mai di ripeterlo. Vuol dire piuttosto coltivare l’arte dell’imperfezionismio, che, alla base, ha questa domanda: “Come posso posso accogliere la realtà e me stessa in maniera meno rigida e più flessibile?”.

In questo articolo ti lascio tanti suggerimenti utili per far pratica di imperfezionismo, andando oltre la paura di sbagliare e di mettersi in gioco.


9. Conserva la paura “buona”

La paura non è una tua nemica e considerarla come tale non farà altro che aumentare le tue resistenze e spingerti a chiuderti nella tua torre d’avorso di (in)sicurezza con maggiore convinzione.
C’è una parte della paura che puoi “salvare” perchè utile e funzionale, perchè accende in te un campanello d’allarme che ha un’intenzione positiva.
Vuole proteggerti, vuole metterti in guardia da qualcosa, la parte di te che la vive ha un bisogno che necessita di essere ascoltato.
Provare a capire di cosa si tratta aiuterà a ridimensionarla e a placarla.

Prova così:

Fai un elenco delle paure che hai all’idea di sbagliare.
Dalle più catastrofiche, a quelle più “ordinarie”.
Successivamente, distingui queste paure in “buone” e “meno buone“: tra le paure buone inserisci quelle legate a qualcosa di cui ti puoi occupare (es. essere adeguatamente preparata o competente per un lavoro) e in quelle “meno buone” quelle che provi al pensiero di qualcosa che invece tu non puoi affrontare e che non dipende da te (ad esempio, il timore di ciò che gli altri pensano di te).

A questo punto osservai due elenchi e ascoltati: come ti senti? Cosa si muove in te?

Su quale paura “buona” puoi concentrarti oggi?
Quale, fra quelle meno buone, puoi decidere di lasciar andare?



10. Aumenta la fiducia

Non la fiducia nel fatto che gli errori non ci saranno, ma quella che ti dà la certezza che, anche di fronte a uno sbaglio, a un ostacolo a un imprevisto spiacevole, saprai rialzarti e ripartire.

Il tuo valore non è misurabile in base ai tuoi sbagli, prescinde da ciò che fai o da ciò che provi.
Il diritto alla felicità e alla soddisfazione di te stessa è tuo, di nascita, e punirti per gli errori che commetti non aumenterà la fiducia in te stessa, tutt’altro.
Non è l’assenza di errore o schivare un tonfo che ti farà sentire forte, sarà invece la tua capacità di gestirlo e di rialzarti ad aiutarti a ricostruire la fiducia in te stessa e nei tuoi mezzi.



Prova così:
Scrivi il tuo curriculum dell’errore. Fai un elenco, in ordine cronologico, dal più recente, al più vecchio, di tutti gli errori commessi, di come nei sei uscita, delle capacità che hai messo in campo per farcela (o che ti sei data da fare per acquisire) e di ciò che hai imparato da quella esperienza.

Focalizzare questi aspetti ti farà concentrare sulle tue risorse e sulle tue qualità e ti darà la fiducia per fare il primo passo.

Anche tu ti senti bloccata dalla paura di fallire o di sbagliare ?
Serve una mano per liberartene?
Scrivimi a patrizia@patriziarcadi.it e parliamone insieme in una sessione conoscitiva gratuita in cui ti illustrerò come posso aiutarti a farlo con il coaching!

Ti aspetto,
Patrizia

Ph Daniel Reche/Pexels

Patrizia Arcadi

Sono Patrizia Arcadi, La Coach Imperfetta: ti aiuto ad accettare e accogliere l’imperfezione, riscoprendo il coraggio di essere te stessa. Lavorando con me potrai: sentirti più sicura di te e delle tue decisioni nella vita privata e nel lavoro, metterti al primo posto senza sentirti in colpa, riconoscere il tuo valore, dire la tua con sicurezza, apprezzarti e star bene con te stessa.

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