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Cinque cose a cui dire “Basta”!

(Per sentirti più libera e leggera)

Chi di noi non ha mai desiderato vivere una vita più libera e leggera?
Queste due sensazioni spesso si accompagnano tra loro e, anzi, a volte vengono addirittura considerate intercambiabili, quasi come fossero sinonimi.

Libertà e leggerezza, infatti, sono in realtà due emozioni che si alimentano fra loro in un circolo virtuoso che può portare un grande benessere nelle nostre vite: la libertà di esprimere se stesse, le proprie opinioni, i propri pensieri, le proprie emozioni, di fare in autonomia le proprie scelte genera una piacevole sensazione di leggerezza.

Al contempo, la presenza di leggerezza derivante dal lasciare andare vecchie convinzioni, abitudini che ci appesantiscono e atteggiamenti sabotanti, favorisce maggiore agio e maggiore libertà di azione.

E così, quando una mia cliente dichiara di volersi sentire più libera e leggera, è piuttosto frequente che io le chieda di andare a ruota libera raccontandomi cosa evocano in lei questi due termini, quali immagini le ricordano, quali colori gli associano, quali emozioni, sensazioni, parole e pensieri.

E’ da lì che partiamo per gettare i primi semi di quelle sensazioni desiderate e per poter iniziare a portare nella propria quotidianità un approccio e un punto di vista che possano far spazio a libertà e leggerezza nei gesti, nelle scelte, nel modo di osservarsi e osservare il mondo.

Come dico sempre, non esistono formule che vadano bene per tutte, tuttavia sento di poter affermare che, per introdurre qualcosa di nuovo, è necessario fargli spazio, lasciando andare qualcosa che non ci occorre più.

Pesi che ci trasciniamo da una vita, pensieri in cui ci rifugiamo, automatismi che mettiamo in atto senza nemmeno rendercene conto, che magari hanno funzionato per un po’ ma che ora sono solo zavorre di cui liberarsi.


5 pesi di cui liberarti per sentirti più leggera


1. Perfezione

La perfezione è una gabbia quando diventa l’unico parametro in base a cui valutiamo e osserviamo il mondo, gli altri e noi stesse.
Il perfezionismo ci porta a dire frasi come “Si deve/non si deve”, “Giusto/sbagliato”, ci aggancia in maniera rigida a una visione bianco/nero e a fare di tutto perchè ogni cosa – dai nostri comportamenti a ciò che succede intorno a noi – aderisca a quel modello.


Per questo avere come ideale la perfezione e mantenere tutto sotto controllo comporta una grande fatica, fa arrivare a sera stanche e sfiancate, ci porta a confondere le nostre aspettative con la realtà che, immancabilmente, finisce per deluderci.


Le domande da farti per prenderne atto:
“Quali prove ho che il perfezionismo mi sta portando dei benefici?”
“Come mi fa sentire a fine giornata? Quali sensazioni mi dà?”



2. Timore del giudizio altrui

Il pensiero costante di come ci possano vedere gli altri condiziona molte delle nostre scelte e definisce anche ciò che pensiamo.
Alla base di questo timore c’è spesso un bisogno di accettazione e approvazione, come dicevo in questo articolo, che crediamo di poter soddisfare facendoci carico delle aspettative altrui (o di ciò che noi presumiamo gli altri vogliano da noi).

Questo ci confonde, non ci permette di comportarci in modo autentico e consapevole, perchè ci porta ad agire secondo quanto pensiamo possa piacere agli altri e non partendo da ciò che riteniamo vada bene per noi.


Il timore del giudizio altrui ci condiziona tanto da allontanarci da noi: quanti sì diciamo in virtù di questo? Quante emozioni e opinioni reprimiamo per via di questo peso?


Le domande da farti per prenderne atto:
“Dare così importanza al giudizio altrui come sta condizionando la mia vita e le mie scelte?”
“Il timore di ciò che pensano gli altri come mi sta impedendo di sentirmi libera di essere me stessa?”
“Come mi comporterei se invece fossi libera da questo timore?”



3. Senso di colpa

Il senso di colpa può essere una vera zavorra che ci fa sentire a disagio anche quando non ne avremmo motivo, anche quando non abbiamo una colpa oggettiva.
Questa sensazione scomoda e sgradevole ci accompagna e si radica nella convinzione di avere il potere di controllare le cose, di poter influenzare la gioia e la felicità degli altri, come se tutto dipendesse da noi.


Questo ci porta a dare un peso solenne a ogni nostro gesto, pensiero o intenzione: ci sentiamo in colpa per ciò che proviamo, per le nostre idee, per ciò che siamo che è sempre immancabilmente diverso da che crediamo “dovremmo essere” per poter essere approvate e apprezzate.


Le domande da farti per prenderne atto:
“Sentirmi in colpa per qualsiasi mia azione, pensiero o emozione su cosa mi sta impedendo di concentrarmi realmente?”
“Come mi sentirei se iniziassi a pensare che ciascuno ha la responsabilità della propria felicità e della propria soddisfazione?”



4. Attaccamento

Come ti dicevo anche in questo post, rimanere ancorate al passato, a vecchi rancori, al voler avere ragione a tutti i costi, alla paura di fallire può appesantirci al punto da non riuscire a procedere con la nostra vita.

Accanirsi e ancorarsi a certi atteggiamenti, a certe convinzioni, può costringerci eternamente ai blocchi di partenza, così come rimanere legate alle questioni in sospeso e non accettare noi stesse o, più genericamente, ciò che accade può ostacolarci nel raggiungimento dei nostri obiettivi.


Le domande da farti per prenderne atto:
“A cosa mi sto attaccando, cosa sento di “statico” nella mia vita che non mi sta permettendo di fare un passo avanti?”
“Qual è il vantaggio di rimanere amcorata a questo blocco?”
“Come mi sento quando penso a questo blocco? Quali emozioni provo? Cosa sento nel corpo?



5. Parole pesanti

L’ho già ripetuto tante volte e lo farò ancora!
Le parole che usiamo sono importanti e possono avere un peso determinante sul nostro stato d’animo e anche sulla prospettiva che abbiamo verso la vita e il futuro.
Per questo espressioni catastrofiche, che descrivano eventi, persone, stati d’animo in maniera eccessivamente negativa e pesante possono impedirci di sentire quel senso di leggerezza che vorremmo provare.

E vale lo stesso per le lamentele continue e per espressioni che ci ripetiamo senza nemmeno accorgercene, come fossero un ritornello che ormai abbiamo fatto nostro. “Non ce la posso fare”, “Sarà un disastro”, “Povera me!”, “Non ne usciremo mai” sono solo alcuni esempi di quanto espressioni non commisurate al contesto possono appesantirci anzichè aiutarci ad avere un approccio positivo.


Le domande da farti per prenderne atto:
“Quali emozioni provo quando uso queste espressioni?
Cosa sento nel corpo e dove? Si tratta di sollievo o pesantezza? Apertura o chiusura?”
“Quando uso queste parole, compio azioni che rispondono alle mie vere necessità o sono più spinta dalla paura e dall’angoscia/urgenza?”
“Quali sono le parole leggere che possono sostituire a queste espressioni ricorrenti?”



Se senti anche tu che questi e altri aspetti stanno appesantendo la tua vita e condizionando le tue scelte, parliamone insieme.
Ti spiegherò come posso aiutarti a liberartene per sentirti libera e leggera come desideri.
E se ti è piaciuto questo articolo e pensi che possa essere utile anche agli altri, condividilo questo articolo sulle tue pagine social: grazie davvero!
 

A presto!
Patrizia

Ph Nine Köpfer/Unsplash

Patrizia Arcadi

Sono Patrizia Arcadi, La Coach Imperfetta: ti aiuto ad accettare e accogliere l’imperfezione, riscoprendo il coraggio di essere te stessa. Lavorando con me potrai: sentirti più sicura di te e delle tue decisioni nella vita privata e nel lavoro, metterti al primo posto senza sentirti in colpa, riconoscere il tuo valore, dire la tua con sicurezza, apprezzarti e star bene con te stessa.